Un sistema di somministrazione illecita di manodopera, nascosto dietro contratti di subappalto ritenuti fittizi, è stato scoperto dai finanzieri del Comando provinciale di Forlì-Cesena al termine di un’attività ispettiva nei confronti di una società attiva nel settore della cantieristica navale.
Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, l’analisi dei rapporti economici tra le imprese coinvolte avrebbe fatto emergere l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per circa
3,5 milioni di euro.
I documenti fiscali, in base agli accertamenti, sarebbero stati creati nell’ambito di rapporti formalmente qualificati come subappalti, ma ritenuti in realtà finalizzati esclusivamente alla fornitura di personale.
Nel corso delle verifiche, i militari avrebbero accertato anche l’impiego stabile di. 254 lavoratori formalmente inquadrati alle dipendenze di un’altra società, con sede a Napoli, ritenuta però una semplice struttura di interposizione di manodopera. Per gli investigatori, infatti, la società campana non avrebbe assunto un reale rischio d’impresa, non sarebbe stata dotata di un’autonoma organizzazione di mezzi e non avrebbe esercitato un effettivo potere direttivo sui dipendenti.
I lavoratori, sempre secondo quanto emerso, sarebbero stati di fatto inseriti nell’organizzazione produttiva dell’azienda utilizzatrice, con sede nel Forlivese. Un meccanismo che avrebbe consentito a quest’ultima di utilizzare manodopera senza sostenere i relativi oneri contributivi e senza assumere le connesse responsabilità sul piano giuslavoristico, mentre la società somministratrice non avrebbe adempiuto agli obblighi fiscali derivanti dai presunti subappalti.
Per la contestata somministrazione illecita di manodopera sono state infine applicate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 100 mila euro.





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