Maurizio Capone, storico pioniere della junk music e sostenitore dell’economia circolare, presenta oggi il suo nuovo singolo “Bagaria”, un brano unico scritto interamente in parlesia, l’antica lingua segreta dei musicisti napoletani. Con oltre trent’anni di esperienza nell’uso di strumenti musicali realizzati con materiali riciclati, Capone rilancia la sua sfida artistica e culturale, inserendosi in una tradizione orale che ha sempre sfidato il potere e l’omologazione.
“Bagaria” non è solo una canzone, ma un vero e proprio atto clandestino. La parlesia, mai ufficializzata e quasi scomparsa, viene riattivata senza alcuna concessione al folklore o alla semplificazione. Il testo, duro e provocatorio, resta volutamente criptico: nessuna parola viene tradotta o spiegata, lasciando all’ascoltatore il compito di decifrare il messaggio nascosto, nell’eco di tradizioni sovversive che vanno da Pulcinella a “Palummella Zompa e Vola”.
Dal punto di vista sonoro, “Bagaria” è costruito su un ritmo ipnotico e fisico, grazie a strumenti autocostruiti come scatolophon, tubolophon e persino una scopa elettrica, tutti realizzati con materiali di recupero. L’esperienza d’ascolto diventa così un viaggio sensoriale dove il suono è familiare ma allo stesso tempo sfuggente, proprio come la parlesia.
Il progetto Capone & BungtBangt si presenta ora come una formazione modulare con un nucleo centrale formato da Maurizio Capone e Vincenzo Falco (Horus). Questa nuova fase artistica mantiene l’identità junk ma si apre a una narrazione più radicale e contemporanea, rafforzando l’impegno eco-ambientale che ha contraddistinto la carriera di Capone, premiato con riconoscimenti come il Premio Musica e Cultura Peppino Impastato, il Premio Troisi e il titolo di Campione di Economia Circolare per Legambiente.
In concomitanza con il lancio di “Bagaria”, Capone sarà protagonista a Napoli il 28 maggio di un trittico di eventi culturali. Alle 11 parteciperà all’evento finale del progetto “Contesti Sonori” presso la Scuola I.P.S.E.O. A. Cavalcanti, alle 17 sarà alla riapertura del Vicolo della Cultura in Via Montesilvano 4, e infine alle 20:45 incontrerà il pubblico al Polo delle Arti Caselli-Palizzi per una serata dedicata a Pino Daniele, intitolata “Il Giovane Pino”, dialogando con il giornalista Lino Volpe.
Con “Bagaria” Maurizio Capone non solo celebra una lingua segreta e quasi dimenticata, ma riafferma il valore della musica come strumento di resistenza culturale e impegno ambientale, confermando un percorso artistico e umano di oltre tre decenni.






Notizia neutra e dettagliata ma alcune frasi sembrano tagliate o accollate senza senso la cronologia degli eventi e gli orari pare siano giusti ma la spiegazion sul ruolo di Falco e del gruppo modulare non e chiariss ima bisognerebbe ascoltar piu volte il brano per afferrare la parlesia e la sua funzione
Leggendo l’artico lo ho pensato che il progetto e curioso ma non so se la parlesia si capisce, il testo e volutamente ermetico e questo provoca confusione piu che chiarezza molte parole paronim e si sovrappongono e la descrizion dei concerti e degli orari e’ poco linear e, resta comunque un esperimento da seguire con calma
Artico lo interessante su Maurizio Capone e la sua junk mu sica ricicla ta ma la parlesia non vien spiegata bene resta troppo criptica il lettore deve decifrar e e provare a capire i riferimenti orali, gli strumenti fat i con scarti suonano sia familari ch e strani e danno un senso di resistenza culturale ma senza troppa chiarezza