Ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino, una donna è stata arrestata dalla Polizia Penitenziaria mentre cercava di introdurre sostanze stupefacenti all’interno del carcere.
L’episodio si è verificato durante i controlli di routine all’ingresso dell’istituto penitenziario, dove la donna si era presentata per un colloquio con il marito detenuto.
Gli agenti, coordinati dall’ispettore responsabile del reparto colloqui, hanno scoperto la droga nascosta nelle parti intime della donna, che è stata subito fermata e arrestata con l’accusa di detenzione e introduzione di sostanze stupefacenti in carcere.
Marcello Bosco, segretario del Sappe, ha sottolineato l’efficacia dell’operazione condotta dal personale di Polizia Penitenziaria, mentre Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, ha elogiato l’impegno degli operatori e chiesto maggiori risorse al Ministero per rafforzare i controlli e garantire la sicurezza all’interno delle carceri.






Non voglio giudicare, la situazione sembra complessa e la sicurezza in carcere è importante, peró occorrerebbe anche capire le cause dietro questi gesti, aiuto sociale e prevenzione forse mancano; giudizi affrettati non aiutano, servirebberopiù attenzione e politiche mirate.
Notizia preoccupante ma neutra, i controlli sono necessari ma semra che mancasse un approccio meno punitivo; la donna forse rischiava di problemi economici o familari e nessuno lo aveva capito, gli operatori han fatto i controlli ma ci vorrebberorisorse per servizzi di ricupero e mediazion.
Capisco la necessità di controlli rigosi ma mi pare che la cosa sia piu complessa; la donna forse era sutta pressione e non avveva alternative apparenti, gli agenti ha fatto il lorro dovere, peró ci vorrebberopiù prevenzion e servizii social e dialogo con le famiglie.