Due giovani originari di Aversa, di 26 e 29 anni, sono stati arrestati con l’accusa di furto pluriaggravato commesso ai danni di un residente udinese. L’operazione è scaturita da un’indagine congiunta della Squadra Mobile di Udine e del Commissariato di Polizia di Aversa, coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo friulano.
Il modus operandi
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 12 febbraio scorso i due indagati avrebbero contattato telefonicamente la vittima simulando di essere appartenenti all’Arma dei Carabinieri. Sotto il pretesto di un controllo legato a una presunta rapina, avrebbero convinto l’uomo a mostrare la propria collezione di gioielli, monete e medaglie d’oro. Uno dei presunti autori si sarebbe quindi introdotto nell’abitazione, sottraendo preziosi per un valore stimato di circa 40mila euro. Dopo il colpo, i due sarebbero rientrati in Campania.
Le indagini
Le indagini condotte in sinergia tra Friuli e Campania si sono rivelate decisive per ricostruire la dinamica del fatto e individuare i responsabili. Grazie al coordinamento tra gli agenti udinesi e quelli del Commissariato di Aversa, è stato possibile ricostruire i movimenti dei presunti autori e il loro rientro nella provincia di Caserta. Gli accertamenti hanno permesso di delineare il ruolo di ciascun partecipante, nonostante la complicità di un terzo uomo, ancora non identificato.
Le misure cautelari
Su disposizione del Gip di Udine, gli agenti hanno eseguito due misure cautelari degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico. I due giovani sono ora ristretti ai domiciliari in attesa degli sviluppi processuali. Le ricerche del terzo complice, attualmente ignoto, proseguono a cura delle forze dell’ordine.
In breve
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