Cannavaro: “Spero di tornare ad allenare presto”

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“Quando tornerò in panchina? Spero presto. Dopo l’esperienza importante in Cina, e quella negativa in Serie B, come successo ad altri, aspettiamo

. Sto studiando, mi sto aggiornando, il calcio va ad una velocità impressionante. L’Arabia? Ci sono già stato, preferisco stare in Italia”.

Lo ha detto l’ex capitano della Nazionale azzurra campione del mondo nel 2006 Fabio Cannavaro, durante il Laboratorio Academic Gym ‘Il Giurista entra in campo’ con Guglielmo Stendardo alla Luiss.

    ”Allenare il Napoli? Quando c’è un allenatore che sta lavorando è giusto rispettarlo. Venire dopo Spalletti non era facile per nessuno, lui sta trovando delle difficoltà, speriamo possa superarle velocemente. Il Napoli è una società importante, sono sempre stato tifoso del Napoli. E’ il sogno di tutti quelli che fanno il mio lavoro, lavorare in questa società”.

    “Io sulla panchina del Napoli? C’è un allenatore che sta lavorando e va rispettato. Il dopo Spalletti non era facile per nessuno. Io sono sempre stato tifoso del Napoli, penso che per quelli sia il sogno di tutti lavorare in questa società”. Parola di Fabio Cannavaro, leggenda del calcio italiano.

    “La Nazionale? Spalletti è, e lo ha dimostrato l’anno scorso, il miglior allenatore che abbiamo in Italia, ha più esperienza nel nostro calcio. Ha vinto il campionato e lo ha fatto con una filosofia di squadra che giocava bene. Sicuramente se pensiamo che può da solo risolvere tutti i problemi ci stiamo sbagliando, ha bisogno della Federazione, della Lega e dei club”.

    “In questo momento Spalletti ha una situazione non facile, il tempo non c’è, c’è una qualificazione da portare a casa dell’Europeo e sarebbe pazzesco non andare. Il mister ha un bel po’ di problemi ma ha l’esperienza giusta. Non dobbiamo pensare all’Inghilterra, che ha in questo momento giocatori molto più forti di noi.

    Mi auguro sia un problema di generazione. La mia ha avuto moltissimi giocatori di altissimo livello. Speriamo di risalire subito, altre Nazionali corrono, come la Francia che è la più avanti di tutti, soprattutto con un programma per far crescere i giovani”, ha detto ancora Cannavaro.

    “L’Italia è forse il peggior paese per stadi al mondo, i nostri stadi fanno cagare, sono osceni. Non ti viene in mente di andare allo stadio in Italia, non hai servizi, bisogna capire che ormai non è più solo la partita”.

    ”Il calcio è una macchina, ma la parte migliore per me restano sempre i calciatori. Al di fuori ci sono tantissimi interessi, dai tifosi, ai procuratori, dai dirigenti ai presidenti che cercano di ricavare qualcosa dal calcio. Quello che risalta di più sono i risultati soprattutto della Nazionale.

    Del resto in Italia non si fanno più figli come prima, ci sono meno ragazzi che giocano a calcio, ci sono più distrazioni per i ragazzi di oggi. Prima c’erano meno cose da fare. In più sono cambiate le regole e il mondo si è aperto e anche nelle scuole calcio dove prima trovavi il 100% di italiani, e oggi ci sono il 70% stranieri e il 30% di italiani, si deve trovare un sistema diverso se si vuole investire sulla Nazionale”.

    ”Dal 2006 l’Italia non ha superato la prima fase dei mondiali, in Sudafrica e in Brasile, poi per due mondiali non ci siamo qualificati. La crisi c’è già da un bel po’. La nostra storia della Nazionale dice che abbiamo fatto 6 finali mondiali, ne abbiamo vinte 4, e due le abbiamo perse con il Brasile.

    La nostra storia è importante, ma sta cambiando molto il vivere il calcio in Italia, non so se è finita la passione o sono cambiati i tempi, ma bisogna fare una riforma, altrimenti si fa fatica. Oggi gestire una società di calcio è completamente diverso. I presidenti investivano soldi propri ed era il loro giocattolo. Oggi i club vengono gestiti come società, con entrate ed uscite, e la maggior parte hanno più uscite che entrate”, conclude Cannavaro



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