‘Have you seen my shoes? Sulle tracce di Pino Daniele’: prende in prestito il titolo di una canzone contenuta nell’album di Pino Daniele ‘Vai Mo’, pubblicato nel 1981, il percorso emozionale e didattico che si prefigge di promuovere e valorizzare le opere di Pino Daniele, a cura del figlio Alex, presidente della Fondazione Pino Daniele Trust Onlus. “Analizzare l’opera ed il percorso artistico di mio padre – ha spiegato all’agenzia di stampa Ansa Alex Daniele – è una responsabilità, vuol dire far arrivare ai giovani anche una grande avventura umana e professionale per il rinnovamento culturale delle nuove generazioni”. L’iniziativa prende il via con due tappe: si parte l’11 maggio da Bologna nel Museo Suono e della Canzone Fonoprint, che ha la missione di condividere storia e prestigio del patrimonio dei principali prodotti discografici cantautorali italiani, e si replica il 18 settembre a Napoli nel Museo della Pace MAMT Mediterraneo Arte Musica e Tradizioni che ospita il percorso emozionale permanente ‘Pino Daniele Alive’. Relatori sono Alex Daniele e Fabrizio Bianco (PinoDaniele Trust Onlus), ai quali a Bologna si aggiunge Maurizio Biancani (Fonoprint). Tra testimonianze e documenti inediti, l’attività didattica prevede l’ascolto in alta definizione direttamente dagli album originali di Pino Daniele con l’analisi stilistica ed armonica delle sue opere. Il percorso è offerto gratuitamente agli studenti iscritti alle istituzioni ed ai corsi accreditati dal sistema del MIUR-AFAM (Ministero dell’ Istruzione dell’Università e della Ricerca-Alta Formazione Artistica Musicale). “Questo progetto – racconta Alex Daniele – è maturato durante il mio percorso come docente di ‘Strategia, Progettazione, Organizzazione e Gestione di prodotti di Cultura e di Spettacolo’ al conservatorio di Milano. Qui, dove oggi, grazie all’attuale direttore Cristina Frosini, si respira ogni genere di musica, ho avuto modo di constatare che le opere di mio padre sono espressione sociale di più generazioni. Il suo inconfondibile stile chitarristico è oggetto di analisi. Con grande gioia rileggo negli occhi dei giovani studenti i valori etici delle sue opere” come un messaggio che si rinnova nel tempo. “Mio padre – spiega ancora Alex – ha dedicato una vita allo studio dello strumento, alla ricerca sonora e al codice per comunicare, confrontando il suo modo di fare musica con i linguaggi delle culture del pianeta. Il metodo della condivisione è indispensabile per l’evoluzione sia artistica che sociale ed in questo percorso l’identità artistica di mio padre non ha mai perso la bussola, infatti il sistema di valori alla base della sua poetica espressiva ha origine nella matrice stessa della sua identità artistica”. Nel suo percorso, Pino Daniele ha studiato e condiviso musica con molte persone. Una di queste è il maestro Fabrizio Bianco, responsabile artistico dei progetti di alta formazione musicale della Pino Daniele Trust Onlus. “E’ presente nella nostra vita fin da quando ero piccolo – racconta Alex – ma lo vedevo poco perchè passava ore con mio padre a studiare chitarra. Si chiudevano in una stanza in fondo al salotto di casa nostra a Formia, la stessa dove nacquero capolavori come ‘Anna Verra”, ‘Quando’ e tante altre poesie. Sono particolarmente fiero di averlo al mio fianco”.
Sulle tracce di Pino Daniele, Alex racconta il papà
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