Con quello di oggi, salgono a cinque gli arresti per pedofilia di persone residenti al Parco Verde di Caivano, per fatti accaduti negli ultimi due anni e mezzo all’interno dell’esteso complesso residenziale. Anche questa volta l’orco era uno stretto parente della vittima, ma di diverso rispetto alle altre vicende, c’e’ che a denunciare l’accaduto ai carabinieri e’ stata la madre della bimba abusata, che ha squarciato un muro di omerta’ che aveva retto fino ad ora tra gli adulti. Quando infatti, nell’aprile del 2016, la Procura di Napoli Nord ottenne dal Gip l’arresto di Raimondo Caputo per gli abusi sessuali e l’omicidio della piccola Fortuna Loffredo, il procuratore Aggiunto Domenico Airoma sottolineo’ come a dare una svolta alle indagini fossero stati “i bambini, mentre i piu’ grandi hanno ostacolato le indagini”; il riferimento era alle testimonianze delle amichette di Fortuna, che denunciarono gli abusi subiti da Chicca e da loro stesse. La mamma delle coraggiose bambine, condannata a 10 anni di cella per concorso negli abusi, non ha invece mai denunciato il compagno, anzi e’ tuttora indagata per omicidio in relazione alla morte del figlio Antonio, che mori’ l’anno prima di Fortuna nelle stesse circostanze, cadendo cioe’ dal balcone della sua abitazione di Parco Verde. Prima di Caputo e della Fabozzi, erano finiti in carcere per pedofilia un’altra coppia di inquilini di Parco Verde. La coppia di coniugi fu accusata di aver abusato della propria figlia 12enne. “Nonostante gli orrori registrati non cambia nulla al Parco Verde” spiega Angelo Pisani, legale del papa’ di Fortuna. “I mostri – prosegue – sono ancora in giro, si tratta di un quadro agghiacciante”. Intanto il 22 maggio iniziera’ presso la Corte d’Assise d’Appello di Napoli il processo di secondo grado a carico proprio di Caputo.N
Caivano, al Parco verde cinque casi di pedofilia negli ultimi due anni
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