

Nell’immagine, un riferimento ai fatti narrati.
«Canto dall’età di quindici anni, quando iniziai con l’orchestra Rai di Gianni Desideri. Oggi ho settantadue anni ed una vita intera dedicata alla canzone napoletana». Mauro Nardi interviene con una nota dopo la decisione della sindaca di Termini Imerese, Maria Terranova, di fermare i festeggiamenti in onore di San Daniele, in programma il 17 ottobre, a causa della presenza del cantante.
L’artista respinge con fermezza ogni accostamento tra la propria attività musicale e l’esaltazione della criminalità, sottolineando di non aver mai avuto problemi con la giustizia né legami con ambienti illegali.
«Non ho mai avuto problemi con la giustizia né legami con il mondo dell’illegalità. Per questo respingo con fermezza l’accostamento della mia persona e della mia musica a qualsiasi forma di esaltazione della malavita. Anzi ho sempre cantato solo l’amore ed i sentimenti», afferma Nardi.
Al centro della polemica ci sono alcune dichiarazioni rilasciate dall’artista in interviste televisive circa dieci anni fa, nelle quali aveva raccontato di essersi esibito a feste private alla presenza di esponenti della mafia e di aver avuto rapporti di vicinanza con i Casamonica. Parole che hanno suscitato contestazioni e che, secondo il cantante, sarebbero state riprese senza restituire il contesto originario.
«L’intervista in questione risale a circa dieci anni fa, quando rientravo dall’America. È grave che quelle parole vengano strumentalizzate senza restituire il senso di ciò che volevo esprimere: l’amore per la musica napoletana attraversa ogni tipo di ambiente e raggiunge persone diversissime», sostiene.
Nardi chiarisce anche il significato che attribuisce ai riferimenti ai Casamonica. «Per quanto era a mia conoscenza allora, mi riferivo a una famiglia incontrata attraverso il mio lavoro, come tante altre. Non intendevo esprimere alcuna approvazione per condotte criminali».
Il cantante ribadisce la propria condanna della criminalità organizzata e della violenza. «Comprendo che alcune espressioni di quell’intervista possano aver suscitato sconcerto: chiarisco senza ambiguità che io ho sempre condannato la mafia, la camorra e ogni forma di criminalità e violenza», dichiara, precisando di aver parlato esclusivamente della propria esperienza professionale.
Nella nota, l’artista richiama anche il proprio impegno personale nelle iniziative dedicate alla memoria delle vittime della criminalità. «Nella mia famiglia ci sono autorevoli rappresentanti delle forze dell’ordine e per anni, insieme al generale dei Carabinieri Carmelo Palazzo e al comandante Giuliani, ho organizzato le celebrazioni in memoria di Salvo D’Acquisto, sostenendone personalmente le spese. Anche questo fa parte della mia storia e merita di essere sempre ricordato».
Da qui l’appello diretto alla prima cittadina di Termini Imerese. «Alla sindaca Maria Terranova chiedo di incontrarci e conoscerci, prima che un’intera vita venga giudicata attraverso poche frasi. Condivido il rispetto per le vittime della mafia e per chi ha sacrificato la propria vita per combatterla. Vorrei trasformare questa polemica in un’occasione di dialogo e in un inno alla legalità».
Nardi rivendica infine il repertorio costruito in decenni di carriera. «Il mio repertorio comprende oltre 240 brani napoletani: canto l’amore, i sentimenti, la vita e la socialità. Non ho mai cantato per inneggiare alla malavita. La mia musica appartiene a chi la ama; nessun ambiente criminale può appropriarsi della mia identità artistica».
Il cantante conclude annunciando che i suoi legali, Angelo e Sergio Pisani, tuteleranno la sua reputazione e i suoi diritti nelle sedi competenti, nel rispetto delle istituzioni e con l’obiettivo dichiarato di fare chiarezza sulla vicenda.
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