Salerno – Nuovi reperti ceramici risalenti a circa 3.900 anni fa sono emersi dalla Grotta Maria Colombo di Montesano sulla Marcellana, nel Salernitano. I frammenti, di grandi dimensioni, sono stati recuperati durante la campagna di scavo svolta lo scorso agosto nella cavità di località Pattano, non lontano dal fiume Calore, spartiacque meridionale tra Campania e Basilicata.
Secondo la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, i materiali sono riferibili alla principale fase di frequentazione della grotta, collocabile nel Bronzo Antico. La loro concentrazione potrebbe essere legata a una funzione funeraria e cultuale del sito, anche se le analisi in corso dovranno confermarlo.
La ripresa degli scavi
Le prime attività di rilievo topografico e di indagine stratigrafica erano state svolte tra il 2013 e il 2015. La campagna di quest’anno ha invece previsto la rimozione dello strato di crollo della volta e della frana fangosa che aveva ostruito l’accesso alla sala principale della grotta.
È stata proprio questa fase di bonifica stratigrafica a restituire concentrazioni di frammenti ceramici di notevoli dimensioni. Il ritrovamento amplia il quadro delle frequentazioni della cavità, individuata nel 2007.
Proseguono le analisi
La ricerca proseguirà con lo studio dei materiali ceramici e con l’analisi dei resti ossei, affidata alla Sapienza Università di Roma e al Museo delle Civiltà. L’obiettivo è ricostruire con maggiore precisione le modalità di uso della grotta e il ruolo che essa svolgeva per le comunità del territorio.
La Grotta Maria Colombo si inserisce in una rete di insediamenti in grotta di età preistorica e protostorica presenti nel Vallo di Diano, un’area considerata strategica per comprendere le dinamiche di popolamento di quei periodi.
Valorizzazione del patrimonio
Le attività in corso a Montesano sulla Marcellana e nelle altre grotte del Vallo di Diano, spiegano dalla Soprintendenza, «permetteranno di ampliare le conoscenze e di lavorare a percorsi di valorizzazione, anche tematici, del patrimonio archeologico locale».
Le ricerche sono state condotte in regime di concessione del Ministero della Cultura dall’associazione O.R.T.A. Ets, in collaborazione con la Soprintendenza ABAP di Salerno e Avellino e con il Comune di Montesano sulla Marcellana. Il coordinamento scientifico è stato affidato al dipartimento Saras della Sapienza, con Federico Nomi come referente, e ha coinvolto il Department of Anthropology della University of Michigan e il Servizio di Bioarcheologia del Museo delle Civiltà.
Il contesto archeologico della Grotta Maria Colombo
La Grotta Maria Colombo rappresenta un importante sito archeologico nel Vallo di Diano, con una storia di scavi e ricerche che si intreccia con le dinamiche di popolamento della regione.
- Datazione: I reperti ceramici rinvenuti risalgono a circa 3.900 anni fa, collocandosi nel periodo del Bronzo Antico.
- Funzione della grotta: Si ipotizza che la grotta avesse una funzione funeraria e cultuale, ma ulteriori analisi sono necessarie per confermare questa teoria.
- Attività di scavo: Le ricerche nella grotta sono iniziate nel 2013 e hanno visto una ripresa significativa nel 2023, con la rimozione di strati di crollo.
- Collaborazioni: Le indagini sono condotte in collaborazione con diverse istituzioni, tra cui la Sapienza Università di Roma e il Museo delle Civiltà.
- Valorizzazione: Le attività di scavo e ricerca mirano anche alla valorizzazione del patrimonio archeologico locale attraverso percorsi tematici.



