

Nell’immagine, un riferimento ai fatti narrati.
È stata inviata alle principali istituzioni dello Stato una diffida urgente per chiedere chiarimenti sull’allontanamento di tre fratellini di sette, quattro e tre anni, figli di Pietro Loffredo, padre di Fortuna, la bambina violentata e uccisa a Caivano, e della sua compagna.
A renderlo noto sono gli avvocati Angelo Pisani, Sergio Pisani, Rita Ronchi e Antonella Esposito, che assistono la coppia. Secondo quanto riferito dai legali, i tre bambini sarebbero stati allontanati dai servizi sociali il 17 settembre a Lanciano.
«Una formale diffida e istanza urgente è stata inviata alle massime istituzioni dello Stato, alle autorità giudiziarie minorili, ai Garanti dell’infanzia, al Comune e al Servizio sociale di Lanciano, chiedendo piena trasparenza sull’allontanamento immediato di tre fratellini di sette, quattro e tre anni, avvenuto il 17 settembre, con gravi traumi e danni per tutti», si legge nel comunicato congiunto.
La ricostruzione fornita dai genitori e riportata nella nota riferisce che i due bambini più piccoli sarebbero stati prelevati dall’abitazione con l’intervento della forza pubblica, mentre la sorella maggiore sarebbe stata raggiunta direttamente a scuola. I tre sarebbero poi stati trasferiti a bordo di auto civili che, secondo quanto riferito dai genitori, erano «senza sedili e norme di sicurezza» per i bambini.
A oltre 24 ore dall’intervento, i legali affermano di non aver ricevuto informazioni sufficienti sulla situazione dei minori. «Non abbiamo ancora alcuna notizia oltre agli avvertimenti telefonici di persona dei servizi sociali secondo la quale “conveniva” collaborare per rivedere i bambini», sostengono gli avvocati.
Sempre secondo quanto riferito nella nota, i genitori dichiarano di non aver ricevuto copia del verbale o del provvedimento, né indicazioni sul procedimento e sull’autorità procedente. Viene inoltre chiesta piena informazione sulle condizioni dei tre fratellini.
La diffida è stata indirizzata, tra gli altri, al Presidente della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio, ai ministri competenti, alla Procura e al Tribunale per i minorenni dell’Aquila, alla Procura di Pescara, all’Autorità garante per l’infanzia, ai Garanti regionali, al sindaco e al Servizio sociale del Comune di Lanciano. Gli avvocati chiedono alle istituzioni di intervenire sulla vicenda e di garantire trasparenza nell’iter che ha portato alla separazione dei bambini dai genitori.
«Non chiediamo privilegi né scorciatoie: chiediamo legalità, trasparenza e umanità, soprattutto lanciamo un appello agli italiani ed a tutti genitori e figli, al popolo del web che già difese nella stessa località della famiglia del bosco a sostenere ed aiutare le ultime vittime di questa burocrazia insensibile e forte solo con i deboli», afferma Angelo Pisani.
La vicenda resta ora al centro delle richieste di chiarimento rivolte alle autorità competenti, mentre gli elementi sulla decisione di allontanamento e sulle condizioni dei minori dovranno essere verificati nelle sedi istituzionali e giudiziarie.
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