

Fulvio Martusciello
È stata depositata all’apertura del congresso regionale di Forza Italia una formale diffida firmata da parlamentari, consiglieri regionali e dirigenti campani che contestano la regolarità della procedura congressuale. Il documento è stato consegnato al presidente dell’assise, Alberto Cirio, con la richiesta di lettura integrale in Assemblea, acquisizione agli atti e allegazione al verbale.
Tra i sottoscrittori figurano i deputati Pino Bicchielli e Annarita Patriarca, il senatore Raffaele De Rosa e il consigliere regionale Livio Petitto, anche a nome di numerosi altri iscritti al partito.
I firmatari annunciano inoltre un ricorso al Collegio Nazionale dei Probiviri per chiedere l’annullamento della convocazione e dell’intero procedimento congressuale, comprese le operazioni elettorali, la proclamazione degli eletti e gli atti successivi.
«Diffidiamo formalmente la Presidenza del Congresso e gli organi competenti del Partito dal procedere alle operazioni congressuali e alla proclamazione degli eletti senza una rigorosa verifica della platea degli aventi diritto, del quorum richiesto e di tutte le sottoscrizioni depositate», si legge nell’atto.
Nel mirino dei dissidenti ci sono l’incompletezza della convocazione, il ritardato accesso agli elenchi degli iscritti, i requisiti di tesseramento, la determinazione del quorum del 15% in ciascuna provincia e le modalità di raccolta e verifica delle firme.
«È indispensabile accertare con assoluta trasparenza l’identità degli effettivi sottoscrittori, la genuinità e l’unicità delle firme, la loro corrispondenza con gli aventi diritto e le modalità attraverso le quali sono stati acquisiti e conservati documenti identificativi e dati personali», affermano i firmatari, chiedendo anche la conservazione integrale della documentazione cartacea e informatica relativa alla procedura.
La protesta potrebbe ora spostarsi anche sul piano giudiziario e amministrativo. «In assenza di risposte – aggiungono – procederemo non soltanto dinanzi agli organi di garanzia del Partito, ma anche in ogni altra sede giudiziaria e amministrativa competente. Non arresteremo la nostra iniziativa fino a quando non sarà fatta piena luce sulla regolarità del procedimento e sull’effettiva provenienza e validità delle sottoscrizioni».
Gli esponenti azzurri hanno infine annunciato che non prenderanno parte ai lavori congressuali. «La nostra assenza è una scelta di responsabilità e coerenza e non può essere interpretata come acquiescenza o accettazione degli effetti del procedimento. Non possiamo concorrere a legittimare una procedura della cui regolarità investiremo formalmente il Collegio Nazionale dei Probiviri e, se necessario, le ulteriori autorità competenti».
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