Fiamme in Costiera, è allarme dolo: «Incendi appiccati in più punti»

Il fronte del fuoco tra due Costiere .Una notte di fuoco ha messo a dura prova la Costiera Amalfitana e la Penisola Sorrentina. Le fiamme, alimentate dalle raffiche di vento, hanno interessato un vasto fronte compreso tra Positano, Amalfi, Agerola e l’area di Vico Equense, coinvolgendo diversi tratti di macchia mediterranea.

Il rogo si è sviluppato in più zone, interessando anche Tordigliano, Monte Comune e Arola, fino a raggiungere il versante sorrentino. Un’emergenza che ha richiesto l’intervento di squadre dei vigili del fuoco e di mezzi aerei: due Canadair ed elicotteri sono stati impegnati nelle operazioni di spegnimento.

A rendere particolarmente complesse le attività sono state le condizioni meteorologiche e la conformazione impervia dei versanti, che hanno ostacolato il lavoro delle squadre a terra.

Il sospetto: «Potrebbe trattarsi di un incendio doloso»

A parlare apertamente di possibile origine dolosa è la sindaca di Positano, Gabriella Guida, che ha sottolineato come l’ipotesi sia al momento quella di un incendio provocato intenzionalmente.

«L’ipotesi è che si tratti di un incendio di natura dolosa», ha dichiarato la prima cittadina, evidenziando le difficoltà provocate dal forte vento durante le operazioni di spegnimento.

Particolarmente preoccupante, secondo la sindaca, è stato il fronte compreso tra Positano e Vico Equense. Soltanto nelle prossime settimane e nei prossimi mesi sarà possibile comprendere fino in fondo la portata dei danni provocati dalle fiamme.

«Sono andati in fiamme alberi secolari – ha spiegato Guida – quindi temo un dissesto idrogeologico importante di cui avremo contezza solo in futuro».

Amalfi: «In undici anni mai visto nulla del genere»

La situazione ha destato forte preoccupazione anche ad Amalfi. Il sindaco Daniele Milano ha raccontato di non aver mai assistito, durante gli undici anni alla guida dell’amministrazione, a un’emergenza di questa portata.

«Non so chi ci sia dietro questi incendi, ma sicuramente non si tratta di roghi naturali», ha affermato.

Durante la notte le fiamme sono arrivate vicino alle abitazioni. Fortunatamente non si registrano danni a persone o case, anche se sono stati colpiti giardini e terrazzamenti agricoli.

Agerola, evacuazioni precauzionali

Il fuoco ha interessato anche il territorio di Agerola, dove alcune abitazioni sono state evacuate a scopo precauzionale. Il vicesindaco Luca Mascolo ha parlato di una possibile «azione criminale», sottolineando la gravità di quanto accaduto.

Secondo l’amministrazione, sarebbero decine gli ettari di macchia mediterranea andati distrutti. Le fiamme hanno inoltre lambito abitazioni e strutture ricettive.

«Se sarà confermata la natura dolosa, chi lo ha fatto ha messo in pericolo persone, abitazioni e un territorio già fragile», ha dichiarato Mascolo.

Il timore è che il problema non si esaurisca con lo spegnimento dei roghi. La perdita della vegetazione potrebbe infatti rendere ancora più vulnerabili i versanti, aumentando il rischio di fenomeni di dissesto in occasione delle future precipitazioni.

Strade chiuse e viabilità modificata

L’emergenza ha avuto conseguenze anche sulla viabilità. È stato chiuso un tratto della Statale 163 Amalfitana, in entrambe le direzioni, nel territorio compreso tra Piano di Sorrento e Vico Equense.

Ad Amalfi resta inoltre chiusa la strada provinciale, l’ex Statale Agerolina, impedendo ai pullman della Sita di raggiungere Agerola. Per il traffico leggero è invece possibile utilizzare la stradina di San Pancrazio, che da Conca dei Marini conduce alla Statale Amalfitana.

Anche a Positano la strada è rimasta chiusa per motivi di sicurezza, mentre le operazioni hanno interessato il versante lato mare.

La situazione migliora, ora la bonifica

In serata, secondo gli aggiornamenti dei vigili del fuoco, la situazione è apparsa in miglioramento.

Sul versante della Costiera Amalfitana l’incendio è stato sostanzialmente estinto e l’intervento principale delle squadre a terra si è concluso. Restano tuttavia necessarie le attività di bonifica per eliminare braci e ceneri ancora attive.

Anche nell’area di Agerola, alle spalle di Positano, il rogo è considerato estinto, mentre i Canadair hanno continuato a effettuare lanci d’acqua sui punti dai quali proveniva ancora del fumo.

Legambiente: «L’incendio non può essere una fatalità»

Sul caso è intervenuta anche Legambiente Campania, attraverso la presidente Mariateresa Imparato, che ha espresso «preoccupazione e sdegno» per la devastazione provocata dalle fiamme.

«Il fuoco che minaccia il patrimonio naturale della nostra regione non può essere considerato una fatalità», ha sottolineato Imparato, richiamando il rischio che dietro gli incendi possano esserci anche interessi speculativi.

Per Legambiente, la lotta agli incendi boschivi deve poggiare su quattro direttrici: prevenzione, rilevamento, monitoraggio e contrasto attivo.

L’associazione chiede inoltre una maggiore integrazione tra i piani antincendio boschivo, quelli forestali e le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici, oltre all’aggiornamento tempestivo del catasto delle aree percorse dal fuoco.

Un passaggio ritenuto fondamentale per impedire che, dopo la distruzione provocata dalle fiamme, possano aprirsi spazi per eventuali fenomeni speculativi.

Il bilancio definitivo ancora da quantificare

Il quadro dei danni, dunque, non è ancora definitivo. Se l’emergenza immediata sembra avviarsi verso la conclusione, resta da valutare l’impatto ambientale provocato dalla distruzione della vegetazione.

Ed è proprio questo l’aspetto che maggiormente preoccupa gli amministratori locali: il rischio che le conseguenze degli incendi possano manifestarsi anche a distanza di tempo, soprattutto sui versanti più fragili della Costiera.

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Giuseppe Del Gaudio

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