

I tre fratelli Licciardi; Gianni, Donato e Franco
Apice – Dissidi sulla vendcita del ristorante. Un contrasto tra i tre fratelli che andava avanti da alcuni mesi e che è sfociata oggi nella strage familiare, E così una giornata come tante, almeno fino a poco prima dell’ora di pranzo, si è trasformata in un incubo per la comunità di Apice, piccolo centro del Sannio.
Nella tarda mattinata di oggi, all’interno del complesso “Licciardi Ricevimenti”, sono stati rinvenuti i corpi senza vita di tre fratelli: Gianni, 65 anni, Donato, 61, e Franco, 56. Tutti titolari della nota struttura, specializzata in banchetti, matrimoni e cerimonie.
Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, coordinati dalla Procura di Benevento con il pm Carmine Pignatiello, si tratterebbe di un duplice omicidio seguito da suicidio. Uno dei tre, molto probabilmente il più anziano, Gianni, avrebbe impugnato una pistola – legalmente detenuta e trovata accanto al suo corpo – e avrebbe fatto fuoco contro gli altri due fratelli, per poi rivolgere l’arma contro se stesso.
Due dei cadaveri – quelli di Gianni e Donato – sono stati scoperti all’aperto, in un’area cortiliva della struttura. Il corpo di Franco, invece, è stato trovato all’interno, in una stanza adibita a deposito. I primi soccorsi, allertati dal rumore degli spari, non hanno potuto fare nulla: tutti e tre erano già morti al momento dell’arrivo dei sanitari del 118.
I carabinieri del comando provinciale di Benevento, guidati dal colonnello Marco Keten, sono al lavoro per ricostruire l’esatta sequenza degli eventi. Sul posto, oltre ai militari dell’Arma, sono intervenuti anche agenti della polizia e mezzi di soccorso.
A far luce sulle possibili ragioni del gesto, gli inquirenti stanno esplorando l’ipotesi di una lite scoppiata in mattinata per dissidi legati alla gestione del locale che, secondo alcune voci vicion o alla famiglia, era stato messo in vendita. La struttura dei Licciardi, molto ampia e articolata, comprende diverse sale, un giardino e una piscina, ed è da anni un punto di riferimento per eventi e ricevimenti nella zona.
Non sono ancora chiari i dettagli della discussione che avrebbe portato al gesto estremo. Gli investigatori non escludono che possano emergere altri elementi nelle prossime ore, anche per capire se vi siano state altre persone coinvolte o testimoni della lite.
“La nostra comunità è sotto shock”. Così il sindaco di Apice, Angelo Pepe, ha commentato la notizia, definendo l’accaduto “un’immane tragedia che ha spezzato il cuore della nostra comunità”. Il primo cittadino ha espresso cordoglio a nome dell’Amministrazione e di tutta la cittadinanza, garantendo alle famiglie colpite “tutta la solidarietà e il sostegno di una comunità ferita ma unita”.
“Di fronte a una tragedia di tali proporzioni, ogni parola appare debole e insufficiente. Non resta che unirci nel dolore, nel rispetto e in un silenzio carico di partecipazione”, ha aggiunto Pepe, ricordando i tre fratelli come “operatori economici brillanti” e “persone perbene”, conosciute e stimate da tutti.
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