

La polizia al corso Umberto
Napoli – Lo hanno individuato, seguito per alcuni metri e poi aggredito quando la strada era ancora semideserta. Un’azione rapida, violenta, studiata nei dettagli. Una bottigliata alla testa per stordire la vittima, quindi la razzia: telefono cellulare e portafogli, con denaro e documenti. È la sequenza della rapina denunciata da un turista aggredito poco prima dell’alba lungo corso Umberto I, nel cuore di Napoli.
L’allarme è scattato intorno alle 5, quando una volante del commissariato Dante è intervenuta al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini, dove era appena arrivato l’uomo ferito.
Ai poliziotti la vittima ha raccontato, come ha anticipato Il Mattino, di essere stata affiancata mentre percorreva a piedi il Rettifilo. A bordo dell’auto ci sarebbero state almeno due persone. Sarebbero entrate in azione all’improvviso, lanciandogli una bottiglia contro la testa. Il colpo lo avrebbe stordito, creando le condizioni per impossessarsi rapidamente del cellulare e del portafogli.
Un raid durato pochi istanti. Dopo aver messo a segno la rapina, il commando si sarebbe allontanato a bordo della stessa vettura, facendo perdere rapidamente le proprie tracce.
Il turista è stato soccorso e accompagnato al Pellegrini. Per fortuna le conseguenze dell’aggressione non sono risultate gravi: dopo le cure è stato dimesso con una prognosi di sette giorni.
Resta però la violenza dell’azione, consumata in una delle arterie più importanti del centro cittadino e in una fascia oraria nella quale la presenza di persone in strada è ancora ridotta.
Le indagini sono affidate alla polizia. Gli investigatori hanno già individuato l’area nella quale sarebbe avvenuta l’aggressione e stanno acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti lungo il percorso.
Un passaggio considerato decisivo per provare a ricostruire gli ultimi movimenti della vittima e, soprattutto, individuare l’auto utilizzata dal commando. Le telecamere potrebbero fornire elementi utili anche per ricostruire la fase del pedinamento e la successiva fuga.
L’obiettivo degli investigatori è dare un volto e un’identità agli autori della rapina, verificando anche se la vettura possa essere stata utilizzata in altri episodi analoghi.
L’aggressione sul Rettifilo si inserisce in una sequenza di episodi che negli ultimi mesi ha visto ancora una volta turisti e visitatori finire nel mirino dei rapinatori nelle zone centrali di Napoli.
L’11 agosto, in via Marina, la polizia ha arrestato due uomini accusati di avere rapinato una turista del cellulare: secondo la ricostruzione della Questura, uno dei due avrebbe strappato il telefono dalle mani della donna mentre il complice era alla guida di uno scooter. I due sono stati bloccati dopo un inseguimento e una colluttazione con gli agenti.
A luglio, invece, un altro episodio particolarmente eclatante aveva riguardato un turista statunitense. Il 6 giugno, in via Nardones, due giovani avrebbero atteso l’uscita della famiglia da un ristorante per strappare dal polso dell’uomo un Patek Philippe Nautilus dal valore di circa 130mila euro. Il turista era stato trascinato per alcuni metri, riportando lesioni. Le indagini dei carabinieri, anche attraverso le immagini della videosorveglianza, hanno portato agli arresti domiciliari di due indagati.
Sempre nelle scorse settimane, in via Acton, un ventenne è stato arrestato dalla polizia per una rapina ai danni di un turista: secondo l’accusa, avrebbe minacciato la vittima con un coltello per impossessarsi del cellulare.
Il corso Umberto I, inoltre, è già finito più volte al centro delle cronache per episodi di questo tipo. A gennaio un 43enne era stato arrestato dalla polizia dopo essere stato sorpreso mentre pedinava una donna e le sottraeva due portafogli dallo zaino, spintonandola con violenza durante la fuga.
Ancora più significativo un episodio avvenuto a gennaio ai danni di uno studente tedesco impegnato in un progetto Erasmus. Il 22enne era stato aggredito di notte proprio in corso Umberto: due persone lo avevano avvicinato e gli avevano portato via il portafogli contenente appena 30 euro. Il giovane era stato trasportato al Pellegrini e dimesso con dieci giorni di prognosi.
E pochi giorni prima dell’attuale aggressione, il 13 agosto, un’altra turista, una 47enne bergamasca, era stata trovata semisvenuta e con una ferita alla testa in via Santa Teresa degli Scalzi. In quel caso i carabinieri non avevano escluso l’ipotesi di una rapina, ma le circostanze restavano da chiarire: tra le ipotesi anche quella di una caduta. Le immagini delle telecamere della zona erano state acquisite per ricostruire l’accaduto.
Quello del Rettifilo è dunque un nuovo episodio che riaccende i riflettori sulla sicurezza nelle strade del centro e, in particolare, sui raid ai danni di turisti. Stavolta, però, la modalità appare ancora più brutale: non uno scippo fulmineo, ma un’aggressione preceduta da un possibile pedinamento e culminata con una bottigliata alla testa.
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