

Patrizia Mercolino
Napoli – La tragica vicenda del piccolo Domenico Caliendo — il bambino di soli due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio 2024 nella terapia intensiva dell’ospedale Monaldi di Napoli a causa delle complicazioni legate a un trapianto di cuore fallito — torna al centro della cronaca, questa volta per una squallida coda di odio telematico.
La svolta è giunta nella giornata di ieri, quando la famiglia ha formalmente deciso di accettare la proposta di risarcimento formulata dall’Azienda Ospedaliera dei Colli per chiudere il fronte civile della vicenda.
La conclusione dell’accordo economico, pensato per sancire le responsabilità e risarcire l’incalcolabile perdita, ha scatenato la reazione scomposta di un gruppo di hater seriali. Nel momento in cui il dolore devastante per la morte di un figlio incrocia l’erogazione di una somma di denaro, la parte più tossica dei social network tende purtroppo ad attivarsi con dinamiche quasi predatorie.
Accuse di speculazione, invidia sociale, cattiveria gratuita e un cinismo privo di empatia hanno invaso le bacheche della famiglia Caliendo, dimostrando ancora una volta come l’anonimato e la distanza dello schermo trasformino la rete in un tribunale sommario privo di umanità.
A rompere il silenzio di fronte a questa aggressione mediatica è la madre del piccolo, Patrizia Mercolino, esausta per gli attacchi diretti ai suoi cari:«Ho cercato di farmi scivolare tutto addosso ma ora stanno esagerando, io non capisco cosa abbiamo fatto di male per meritare tutte queste cattiverie», ha dichiarato disperata la donna.
«Ci sono persone maligne che stanno scrivendo di tutto e di più sulla mia famiglia: adesso stanno accusando i miei figli e mio marito e sono stufa. Voglio dirlo pubblicamente: non abbiamo mai fatto del male e non meritiamo tutta questa malvagità».
Per la famiglia Caliendo alla ferita insanabile della scomparsa di Domenico si aggiunge così la violenza psicologica di commenti spietati che colpiscono soprattutto la quotidianità dei fratellini del bimbo.
Di fronte a un confine ampiamente superato, la madre ha deciso che non tollererà ulteriormente fango sulla propria storia:«C’è chi apre bocca solo per diffamare e giudicare, quindi inizierò a querelare, uno a uno, tutti quelli che sui social hanno scritto cattiverie sul conto della mia famiglia, perché adesso ne stanno risentendo i miei figli e mio marito».
Lo sfogo amarissimo di Patrizia Mercolino si chiude con un interrogativo che pesa sul clima sociale attuale:«Non basta il dolore della perdita di Domenico. Non capisco in che mondo viviamo e cosa abbiamo fatto di male per meritarci tutto questo: i miei figli ormai hanno paura persino di accendere il cellulare, e quando lo fanno non leggono altro che cattiverie».
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