

Il pregiudicato sorpreso a sversare i rifiuti
Boscotrecase – Non un semplice abbandono di rifiuti, ma uno sversamento calcolato di veleni nel cuore di un’area naturale protetta. I Carabinieri del Nucleo Parco Forestale di Boscoreale hanno stretto il cerchio attorno al responsabile, dando esecuzione a un’ordinanza di divieto di dimora nella provincia di Napoli per un 26enne di origine rumena, già gravato da precedenti penali.
Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina, cristallizza l’esito di un’indagine lampo. Il reato contestato è grave: trasporto senza autorizzazione e abbandono di rifiuti speciali pericolosi, consumato lo scorso 13 marzo in via Rendine, nel territorio di Boscotrecase, all’interno del perimetro del Parco Nazionale del Vesuvio.
Qui, l’uomo – in concorso con una donna – non si limitò a gettare immondizia, ma scaricò numerosi e voluminosi sacchi contenenti materiali altamente inquinanti: resine e vernici industriali, potenziali killer silenziosi per il suolo e la flora.
Dopo aver inquinato il parco, il 26enne si era reso irreperibile, probabilmente contando di far perdere le proprie tracce. L’ultimo indirizzo di residenza ufficiale era un deserto. Ma gli specialisti del Nucleo Parco non hanno mollato la presa e, dopo ricerche mirate, lo hanno scovato nel suo domicilio di fatto, proprio a Boscotrecase, dove gli è stato notificato il divieto di dimora.
Un dettaglio investigativo chiave che incastra l’indagato riguarda il mezzo utilizzato per trasportare il carico tossico. L’auto era già stata intercettata e posta sotto sequestro dai Carabinieri Forestali nel corso di un precedente e distinto controllo stradale. Un tassello che ha accelerato la chiusura del cerchio probatorio, collegando direttamente il veicolo e il suo conducente alla scena del crimine ambientale.
Mentre per il 26enne scatta la misura restrittiva, la ferita inferta al paesaggio vesuviano resta aperta. L’intera area di via Rendine, teatro dello sversamento di fusti tossici, è tuttora sottoposta a sequestro giudiziario e affidata in custodia al Comune di Boscotrecase. Il sito attende le necessarie e complesse operazioni di bonifica per essere messo in sicurezza e strappato alla minaccia dei veleni industriali.