Solo 193 nuovi agenti per le carceri campane: «Una goccia d’acqua nel deserto»

Napoli – «Un’autentica goccia d’acqua nel deserto». Così Aldo Di Giacomo, segretario regionale per la Campania del Sindacato Polizia Penitenziaria, liquida l’arrivo di 193 nuovi agenti di Polizia penitenziaria destinati agli istituti campani nell’ambito del piano di rafforzamento degli organici varato dal ministero della Giustizia e dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

Una cifra che, secondo il sindacalista, è del tutto insufficiente di fronte alla realtà delle carceri più sovraffollate d’Italia. In Campania i detenuti sono oggi 8.016 a fronte di una capienza regolamentare di appena 6.176 posti: un eccesso di oltre 1.840 presenze. A questo si aggiunge una carenza di personale stimata in oltre mille unità.«Con questi ingressi si può fare poco o nulla», denuncia Di Giacomo.

Le aggressioni al personale – una trentina a settimana – restano fuori controllo, così come rivolte, traffico di droga, diffusione di telefonini e suicidi. La situazione è ormai «sfuggita di mano», al punto che molti neoassunti abbandonano il Corpo dopo pochi mesi, traumatizzati dal contatto quotidiano con boss e capicamorra che continuano a comandare dalle celle.

Il fenomeno delle dimissioni è diventato strutturale: già durante la frequentazione delle scuole di formazione i più giovani rinunciano, mentre il ministero continua a bandire nuovi concorsi nella speranza di tamponare i vuoti d’organico. «Il Governo finge di non sapere nulla», accusa Di Giacomo, «ma lo stress del personale cresce in modo esponenziale».

Gli agenti campani sono costretti a turni massacranti di 10-12 ore, senza garanzie di sicurezza e tutela della propria incolumità.Le soluzioni, per il segretario sindacale, sono concrete e a portata di mano: dotare gli istituti di strumentazioni tecnologiche efficaci per bloccare l’uso dei cellulari e l’atterraggio di droni che riforniscono i boss; e soprattutto varare un vero piano di edilizia penitenziaria sostenuto da risorse certe e progetti esecutivi, oggi ridotti a un semplice «libro dei sogni».

Di Giacomo, che dall’inizio dell’anno ha intensificato le visite agli istituti campani, annuncia nuove iniziative con un’unica priorità: la tutela degli agenti e il ripristino di condizioni di lavoro dignitose. Perché, come sottolinea il sindacato, senza sicurezza per chi indossa la divisa non può esserci sicurezza per nessuno.

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A. Carlino

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