Pompei – Passeggiare nella città antica come se fosse il 79 d. C. ora è possibile. Agli scavi di Pompei arriva la realtà aumentata con l’app Portyl.
Il progetto di innovazione tecnologica e fruizione immersiva è stato implementato nel sito archeologico e sarà disponibile da domani 24 giugno nella casa del Citarista, una tra le più grandi di Pompei e la prima a essere interessata dalla sperimentazione di archeologia del futuro: un luogo in cui ricerca, ricostruzione e narrazione si fondono per restituire vita a uno spazio antico.
All’interno della casa, celebre per la statua dell’Apollo Citarista– da cui il nome della dimora – i visitatori potranno osservare ambienti, arredi e scene di vita quotidiana ricostruiti digitalmente. Ma l’esperienza non si limita a questo edificio: anche luoghi simbolo come il Foro, l’Anfiteatro, il Teatro Grande e l’Odeion (Teatro Piccolo) diventano visibili in realtà aumentata, offrendo un viaggio immersivo nel cuore della città antica.
Portyl, una App per ricostruire la casa e vivere i luoghi
L’app Portyl consentirà ai visitatori di vivere i siti storici così come apparivano nel periodo di massimo splendore, utilizzando un iPhone, uno smartphone Android o un tablet. Attraverso ricostruzioni digitali dettagliate e storicamente accurate, i visitatori potranno esplorare liberamente ogni luogo, osservando non solo l’architettura, ma anche le persone, gli animali e gli eventi che un tempo davano vita a questi spazi.
Gli utenti possono assistere a momenti della vita di Pompei come i combattimenti dei gladiatori nell’Anfiteatro, gli spettacoli nel Teatro Grande e nell’Odeon, e l’eruzione del Vesuvio. Presso la Casa del Citarista, i visitatori potranno immergersi nella vita quotidiana all’interno della domus e dell’ambiente circostante.
Ogni sito all’interno di Pompei è stato meticolosamente scansionato, studiato approfonditamente e ricreato con cura da un team di artisti della Histoury Inc.
Il visitatore può scaricare gratuitamente l’app Portyl attraversoQR Code – posizionati presso le tre entrate del Parco, oppure nelle aree incluse nell’esperienza – che indirizzano all’App Store o al Play Store.
Portyl sarà gratuita per tutti i visitatori fino al 15 luglio 2026. Successivamente, all’interno dell’app saranno disponibili tre contenuti gratuiti: la Basilica (nei pressi del Foro), Quadriportico ed esterno dell’Anfiteatro. Tutti gli altri contenuti immersivi saranno disponibili a pagamento, al costo di 15,00 euro. I siti inclusi nell’esperienza completa sono: il Foro, la Domus del Citarista, il Teatro Grande, l’Odeon e l’Anfiteatro.
Inoltre, presso la biglietteria, il bookshop e gli infopoint gestiti da Opera Laboratori Fiorentini sarà possibile noleggiare al costo di 20,00 euro un tablet che include l’app Portyl con tutti i contenuti interamente sbloccati, consentendo anche ai visitatori sprovvisti di un dispositivo compatibile di accedere all’esperienza immersiva.
Portyl utilizza un sistema di geofencing basato sul segnale GPS per riconoscere la presenza fisica del visitatore all’interno delle aree abilitate.
Questa tecnologia consente un allineamento estremamente preciso tra gli ambienti ricostruiti e la sua posizione reale, permettendo un utilizzo senza interruzioni. In pochi secondi, il visitatore viene posizionato virtualmente nel punto in cui si trova fisicamente, potendo osservare l’ambientazione storica ricostruita e riportata in vita.
Per favorire una fruizione più ampia l’app sarà utilizzabile anche al di fuori di Pompei.
Gabriel Zuchtriegel: “Non è solo un progetto digitale ma è un nuovo modo di intendere l’archeologia
Non si tratta solo di un progetto digitale, ma di un nuovo modo di intendere l’archeologia. «L’introduzione dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali segna un passaggio cruciale. Questi strumenti sono destinati a rivoluzionare la tutela, la ricerca e la fruizione del patrimonio culturale. Tuttavia, questa rivoluzione non è neutrale – spiega il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – il suo esito dipende dall’uso che ne faremo.
L’IA rappresenta una straordinaria opportunità se orientata alla democratizzazione della conoscenza, rendendo accessibili a tutti contenuti complessi e spesso difficili da comprendere. Può ampliare il pubblico, coinvolgere nuove generazioni e abbattere barriere culturali e fisiche.
Allo stesso tempo, esiste un rischio: che la tecnologia si chiuda in un circuito autoreferenziale, arrivando a produrre contenuti per sé stessa, senza un reale legame con la ricerca scientifica e con il patrimonio autentico. È proprio qui che entra in gioco il ruolo dell’archeologia.
Gli archeologi non devono diventare spettatori passivi di macchine che elaborano dati e ricostruzioni, ma registi consapevoli della trasmissione del patrimonio.La sfida è guidare queste tecnologie, assicurando che ogni ricostruzione digitale sia fondata su basi solide, verificabili e condivise mantenendo un equilibrio tra spettacolarizzazione e rigore scientifico».
Inclusione e creatività nella Casa del Citarista
Inoltre, con l’apertura della Casa del Citarista, Parvula Domus – la fattoria culturale e sociale del Parco, gestita dalla cooperativa “Il Tulipano” – prosegue il proprio impegno per favorire inclusione e creatività all’interno del sito archeologico di Pompei. I ragazzi di Parvula Domus, ogni mercoledì a partire dal 1° luglio, accoglieranno il pubblico in un appuntamento dedicato alla visita degli ambienti e ai laboratori correlati ai temi che connotano la casa.
Il “mistero” della statua dell’Apollo Citarista e nuove ipotesi sulla storia della casa del Citarista
Il progetto di realtà aumentata è basato su una ricerca multidisciplinare sulla casa del Citarista, che è stata scavata a partire dal 1853 ed è oggi difficilmente comprensibile, dal momento che molti affreschi e reperti furono portati al Museo di Napoli, come era usuale a quei tempi.
I risultati delle ricerche coordinate dal direttore Zuchtriegel sono confluite in un nuovo modello digitale della casa, elaborato insieme a un gruppo di ricerca guidato da Francesco Colace, Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Salerno, e a Luisa Ferro della facoltà di architettura del Politecnico di Milano. Il modello è stato costruito con l’aiuto di strumenti di intelligenza artificiale (IA) e ha fornito una base scientifica per l’app che viene messa a disposizione del pubblico.
Inoltre, è stato pubblicato un libro dal titolo L’Apollo di Pompei: ricostruzione di un capolavoro classico, a cura del direttore e con un’appendice dei collaboratori Anna Civale e Alessandro Russo, stampato da Giunti e Sillabe quali concessionari del servizio editoriale di Pompei.
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Mi pare un progetto interessante ma anche un po confuso. L ‘app Portyl promette di riportare Pompei a vita ma la reaalta aumentata a volte non corrisponde alla ricerca, i visitatori potrà vedere scene che sembrano reali ma son valutazioni non sempre verificatae. I costi dopo il 15 lugli0 paiono altti.