Omicidio Pasquale Nappo, niente rito abbreviato: i due assassini davanti alla Corte d’Assise

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Rosaria Federico

Napoli- Si svolgerà con il rito ordinario il procedimento giudiziario per l’omicidio di Pasquale Nappo, il diciottenne di Scafati assassinato nel gennaio 2025 a Boscoreale. Il Giudice per le indagini preliminari ha infatti respinto la richiesta di rito abbreviato presentata dai difensori dei due imputati, Giuseppe Esposito, 19 anni, e Antonio Abbruzzese, 23 anni, entrambi residenti a Torre Annunziata.

Una decisione che assume particolare rilevanza alla luce delle contestazioni formulate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che attribuisce ai due giovani le aggravanti della premeditazione e del metodo mafioso. Circostanze che hanno contribuito a indirizzare il procedimento verso il dibattimento davanti alla Corte d’Assise.

La ricostruzione dell’agguato

Secondo quanto emerso dalle indagini, la sera del delitto i due imputati avrebbero raggiunto piazza Pace, a Boscoreale, a bordo di uno scooter con la targa parzialmente occultata mediante nastro adesivo.

Gli investigatori ritengono che alla base della spedizione vi fosse un intento vendicativo legato a una precedente aggressione subita da uno degli imputati proprio in quella zona. Obiettivo del raid sarebbe stato il gruppo di giovani che frequentava la piazza, all’interno del quale si trovava anche Pasquale Nappo, descritto dagli inquirenti come un ragazzo incensurato ed estraneo a contesti criminali.

Prima dell’azione, sempre secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe stato effettuato un passaggio esplorativo per individuare i bersagli. Successivamente lo scooter si sarebbe avvicinato nuovamente al gruppo, rimanendo momentaneamente rallentato dalla presenza di un’automobile e dei ragazzi che occupavano parte della carreggiata.

I colpi mortali in pieno centro

È in quei drammatici istanti che si sarebbe consumato l’omicidio. Stando alla ricostruzione della Procura, il passeggero del motociclo avrebbe estratto una pistola calibro 7,65 e fatto fuoco, esplodendo due colpi che raggiunsero mortalmente il diciottenne.

Per Pasquale Nappo non ci fu nulla da fare: il giovane morì sul posto, lasciando sgomenta l’intera comunità tra Scafati e Boscoreale.

Le tesi contrapposte in aula

La linea difensiva dei due imputati punta a ridimensionare il quadro accusatorio. I legali sostengono infatti che il colpo sarebbe partito senza una reale volontà omicida e contestano con decisione qualsiasi collegamento con ambienti della criminalità organizzata.

Di diverso avviso la Procura antimafia, che sottolinea invece le modalità dell’azione, avvenuta in una piazza affollata, con i responsabili che avrebbero agito a volto coperto e in un contesto ritenuto riconducibile a logiche intimidatorie tipiche del metodo mafioso.

Nel frattempo i familiari della vittima si sono costituiti parte civile nel processo, con l’obiettivo di ottenere piena verità e giustizia per la morte del giovane Pasquale.

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