Nola, bimba di 15 mesi positiva alla cocaina: sospetti sul padre

Nola– Una drammatica fatalità o una gravissima negligenza che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia. Una bambina di appena un anno e tre mesi è ricoverata da venerdì sera all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli dopo aver assunto sostanze stupefacenti all’interno delle mura domestiche.

La piccola, originaria di Nola, fortunatamente non è in pericolo di vita, ma la vicenda ha fatto scattare immediatamente un’inchiesta giudiziaria per fare piena luce sulle responsabilità genitoriali.

La corsa in ospedale e il test tossicologico

Tutto è iniziato nella serata di venerdì, quando la madre della piccola si è presentata d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Pietà di Nola. La bambina mostrava i sintomi di un improvviso e violento malore, inizialmente scambiato per una crisi epilettica.

Tuttavia, l’intuito dei medici e i successivi accertamenti tossicologici, coordinati dal direttore del pronto soccorso Enzo Tipo, hanno fatto emergere una realtà ben più inquietante: il narcotesto ha dato esito positivo.

La bimba era venuta a contatto – per ingestione o inalazione – con sostanze come cocaina o marijuana. Disposto l’immediato trasferimento al Santobono, le condizioni della piccola sono ora stabili e monitorate costantemente; i medici prevedono le dimissioni nel giro di pochi giorni.

Le indagini e la perquisizione in casa

Sul fronte giudiziario, la Procura di Nola ha aperto un fascicolo d’inchiesta, per il momento formalmente senza indagati, affidando gli accertamenti sul campo alla Polizia di Stato. Gli agenti del commissariato Vomero hanno già effettuato una perquisizione d’urgenza nell’abitazione della famiglia a Nola.

L’ispezione delle stanze ha dato esito negativo: all’interno dell’appartamento non sono state rinvenute tracce di droga. Al momento del controllo, in casa era presente solo la madre; il padre della bambina non è stato rintracziato nell’immediatezza dei fatti.

Il ruolo del padre e l’ipotesi degli inquirenti

La posizione dell’uomo è adesso il fulcro attorno cui ruotano le indagini. Il padre della piccola è infatti una figura già nota alle forze dell’ordine, essendo stato segnalato in passato alla Prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti. Gli investigatori lo interrogheranno a stretto giro per ricostruire le ore precedenti al malore della figlia.

La ricostruzione più accreditata dagli inquirenti si muove lungo l’ipotesi di un drammatico incidente domestico: la bambina, muovendosi in casa, avrebbe trovato della droga lasciata incautamente alla sua portata, portandola alla bocca o inalandola in un momento di inevitabile distrazione della madre. Resta da capire chi abbia introdotto la sostanza nell’abitazione e perché non fosse custodita in modo sicuro.

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Pubblicato da
Rosaria Federico

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