Mondiali, la ‘scure’ trumpiana sul torneo: respingimenti, arresti e perquisizioni antidroga

Stati Uniti – Mondiale 2026: arresti temporanei, respingimenti e perquisizioni con cani anti-droga. Un inizio non certo all’insegna dell’accoglienza quello degli Stati uniti nei confronti delle nazionali stranieri e degli arbitri impegnati nel Mondiale diffuso del 2026.

Controlli serratissimi ad atleti, accompagnatori e entourage attuati con le rigide norme dei processi di immigrazione messi in atto da Trump.

Il fischietto d’oro dell’Africa respinto dagli Stati Uniti: Artan non può partecipare ai Mondiali

Decisioni insindacabili quelle prese durante gli arrivi delle squadre nelle quale neppure la Fifa potrà interferire. Tra gli episodi più eclatanti che in questi giorni vengono denunciati dai partecipanti al torneo vi è il ‘respingimento’ dell’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan che avrebbe dovuto essere il primo somalo ad arbitrare una partita dei Mondiali.

Ieri un portavoce della Fifa ha confermato che Artan non potrà allenarsi e arbitrare ai Mondiali, che inizieranno giovedì prossimo, 11 giugno, poichè gli è stato negato l’ingresso negli Usa.

“La Fifa non è coinvolta nei processi di immigrazione del Paese ospitante, comprese le procedure di rilascio dei visti, ed è stata informata dalle autorità che lo status di Artan non subirà modifiche al momento”, ha dichiarato il portavoce. Artan che nel 2025 è stato designato come miglior arbitro del continente africano ha confermato la notizia in una nota, ringraziando la Fifa e la Caf (la Confederazione calcistica africana) per il sostegno.

L’Agenzia statunitense per la protezione delle frontiere e delle dogane (Us Customs and Border Protection, Cbp) – senza nominare Artan – ha dichiarato in un comunicato che un cittadino somalo, arrivato sabato all’aeroporto internazionale di Miami da Istanbul, è stato ritenuto inammissibile a causa di problemi riscontrati durante i controlli. L’agenzia non ha fornito ulteriori dettagli su tali preoccupazioni, ma ha affermato che l’arbitro è stato sottoposto a un’ispezione aggiuntiva di routine prima che gli venisse negato l’ingresso. “Le decisioni sull’ammissibilità vengono prese caso per caso, utilizzando le informazioni disponibili al momento dell’ispezione in materia di forze dell’ordine, sicurezza nazionale e immigrazione”, ha dichiarato il Cbp.

Controlli sulle nazionali musulmane: interrogato per sette ore la stella del calcio iracheno respinto il fotografo ufficiale dell’Iraq

I controlli strettissimi degli Stati Uniti nei confronti delle nazionali musulmane che prenderanno parte ai Mondiali non riguardano soltanto l’Iran. Secondo quanto riferisce su X l’agenzia Tansim News, infatti, la stella della nazionale di calcio irachena Ayman Hussein è stata a lungo bloccata in aeroporto per controlli accurati al suo arrivo.

“Perché l’America ospita la Coppa del Mondo se è così ostile nei confronti dei cittadini stranieri?”, si è chiesto Hussein dopo essere stato bloccato e interrogato per sette ore al confine statunitense prima di essere autorizzato a entrare. Ma non solo, anche il fotografo ufficiale della nazionale dell’Iraq per i Mondiali è stato respinto all’ingresso negli Stati Uniti, detenuto all’aeroporto. Talal Salah – riferisce sempre Tansim news – si è visto negare l’ingresso negli Stati Uniti ed è stato trattenuto in detenzione temporanea all’aeroporto internazionale di O’Hare per circa 12 ore.

Cani anti-droga per le nazionali Uzbeka e senegalalese: pressing per mister Cannavaro e i suoi giocatori

Protocollo di sicurezza rigidissimo e giocatori a bloccati con controlli personali e dei bagagli anche per le squadre impegnate nelle amichevoli di questi giorni. Al suo arrivo allo stadio di New York  dove ha disputato un’amichevole con l’Olanda – complice forse la presenza in città di Donald Trump – la nazionale uzbeka si è trovata ad affrontare una situazione insolita. U

na volta scesi dall’autobus, i membri della squadra asiatica – tra cui Fabio Cannavaro, il commissario tecnico, tra i primi a essere perquisiti – sono stati sottoposti a un rigoroso controllo di sicurezza da parte del personale responsabile della sede dell’evento.

I calciatori, i membri dello staff tecnico e gli altri membri della delegazione hanno dovuto mettersi in fila per essere controllati con i metaldetector, mentre i loro effetti personali venivano ispezionati da cani antidroga.

All’Iran revocata la quota biglietti: la nazionale costretta ad entrare ed uscire in giornata dagli Stati Uniti

La federazione calcistica iraniana ha accusato gli Stati Uniti di aver revocato la quota di biglietti assegnata all’Iran per le partite della fase a gironi dei Mondiali 2026, denunciando un tentativo di ostacolare la presenza dei tifosi iraniani negli stadi.

La federazione ha affermato in una nota che, a meno di tre giorni dall’inizio del torneo, “gli Stati Uniti hanno nuovamente agito per impedire la presenza dei sostenitori iraniani negli stadi che ospiteranno le tre partite della nazionale nella fase a gironi”.

Secondo l’organismo calcistico iraniano, i regolamenti della Fifa prevedono che a ciascuna federazione partecipante venga assegnato l’8% dei biglietti disponibili per ogni incontro, da distribuire ai propri sostenitori attraverso i canali ufficiali. La federazione sostiene di aver già avviato la vendita dei tagliandi per le sfide contro Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto, tutte in programma negli Stati Uniti, e che alcuni tifosi avevano gia’ organizzato il viaggio e la permanenza per assistere alle partite.

“Tuttavia, con una decisione inattesa, la quota assegnata alla Federazione calcistica iraniana è stata ritirata e, nelle attuali circostanze, la federazione non e’ in grado di fornire nemmeno un singolo biglietto ai sostenitori della nazionale”, si legge nel comunicato. L’organismo ha definito la misura “contraria allo spirito che governa le competizioni internazionali e al principio di uguaglianza tra i Paesi partecipanti”, invitando Fifa e organizzatori del torneo a rispettare “i principi di neutralità, equità e le norme stabilite”, garantendo le condizioni necessarie per la presenza dei tifosi iraniani.

Nè la Fifa nè gli organizzatori statunitensi hanno finora commentato pubblicamente le accuse. La decisione arriva dopo quella di limitare la presenza della squadra iraniana sul suolo statunitense al minimo indispensabile.

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Rosaria Federico

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