TORRE DEL GRECO – Un pirata della strada gli ha cambiato la vita per sempre. Ma non è riuscito a spezzare la sua volontà. La storia di Vincenzo Garofalo, giovane ingegnere navale di Torre del Greco, è quella di una caduta drammatica trasformata in una straordinaria impresa sportiva, fino a diventare simbolo di resilienza e determinazione.
Il 5 dicembre 2021 Garofalo si trovava a Malta per lavoro. Dopo aver contribuito, come membro dell’equipaggio del rimorchiatore Carlo Magno, alle operazioni che permisero di sbloccare il Canale di Suez, il giovane fu travolto in moto da un’auto che si allontanò senza prestare soccorso. L’impatto gli provocò l’amputazione traumatica della gamba destra.
Le indagini svolte sull’isola avrebbero accertato il coinvolgimento di un veicolo riconducibile a una compagnia di taxi locale, ma il conducente non è mai stato identificato. Una ferita giudiziaria che si è aggiunta a quella fisica, lasciando il giovane senza un responsabile da chiamare a rispondere dell’accaduto.
Quella che per molti sarebbe stata la fine di un sogno si è invece trasformata nell’inizio di una sfida. Nell’estate del 2025 Garofalo ha percorso gli 800 chilometri del Cammino di Santiago utilizzando una protesi provvisoria e due stampelle. Un viaggio autofinanziato attraverso la vendita di braccialetti, con una scritta impressa sullo zaino che sembrava un azzardo: «Road to Ironman 2026».
Quel sogno è diventato realtà pochi giorni fa in Francia, dove il giovane atleta ha completato l’Ironman World Championship 2026 di Tours Métropole, affrontando 3,8 chilometri di nuoto, 180 chilometri in bicicletta e la maratona finale di 42,2 chilometri. Una prova massacrante che rappresenta uno dei traguardi più ambiti e difficili nel panorama sportivo mondiale.
Sulla vicenda è intervenuto il deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha voluto rendere omaggio alla tenacia dell’atleta e rilanciare la raccolta fondi destinata all’acquisto di protesi tecnologicamente avanzate.
«Vincenzo ci dà una lezione di dignità e coraggio che lascia senza fiato. Quella maledetta notte a Malta hanno provato a strappargli le ali, ma lui, dopo essersi rimesso faticosamente in piedi da solo, ora ha la voglia, il bisogno e la necessità di spiccare il volo verso i suoi prossimi obiettivi, a partire dalle Paralimpiadi».
Borrelli ha poi lanciato un appello alla solidarietà. «Le istituzioni e la comunità non possono restare a guardare di fronte all’assenza di un colpevole e ai costi proibitivi delle protesi bioniche e hi-tech necessarie per lo sport professionistico. Sosteniamo concretamente la raccolta fondi “Delle nuove gambe per Vincenzo”. Finora oltre 1.300 donatori hanno consentito di raccogliere più di 44mila euro, ma l’obiettivo finale è ancora lontano. Dimostriamo che la solidarietà è più forte di qualsiasi ingiustizia. Aiutiamo Vincenzo a volare».






la storia e’ commovente ma anke un po confusa nella cronaca, sembra che l’auto si scappo via senza socorso e nessunl’ha identificato; io pensò che le istituzion nonhanno reagitò abbastanza. Vincenzo però mostra una forza incredibie e continua a pruvà per gli obbiettivi suoi.