La notte dei sigilli a Chiaia: la nuova ordinanza fa le prime «vittime»

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I primi nodi della nuova e discussa ordinanza sulla movida a Napoli vengono al pettine. Nel corso dell’ultimo fine settimana, i controlli delle forze dell’ordine si sono concentrati nel cuore pulsante del divertimento notturno, il quartiere Chiaia, portando alla sanzione di tre noti esercizi commerciali.

I locali sono stati sorpresi in palese violazione delle nuove norme per la tutela della quiete pubblica emesse da Palazzo San Giacomo: serrande alzate e vendita di alcolici ben oltre l’orario consentito. In uno dei casi accertati, tra gli acquirenti dei drink sono stati identificati anche alcuni minorenni, aggravando la posizione dei titolari.

Il pugno di ferro del Comune

La nuova ordinanza del Comune di Napoli nasce con l’obiettivo dichiarato di contemperare il diritto allo svago dei giovani con quello al riposo dei residenti, esasperati da anni di caos, schiamazzi e degrado legati alla malamovida. Il provvedimento stabilisce paletti rigidissimi: stop alla musica tollerata fino a tarda notte e orari di chiusura anticipati per bar, baretti e chioschi.

Le sanzioni scattate a Chiaia dimostrano che la linea dell’amministrazione è quella della tolleranza zero. I controlli serrati non si fermeranno e promettono di blindare i weekend nei quartieri caldi della città, da Posillipo al Centro Storico.

La rivolta degli imprenditori

I sigilli e le multe hanno però riacceso il focolaio delle polemiche da parte del tessuto imprenditoriale napoletano. I gestori dei locali di Chiaia e i rappresentanti delle associazioni di categoria non ci stanno e parlano di un “provvedimento punitivo”. Secondo gli imprenditori della movida, le restrizioni orarie non risolvono il problema della sicurezza e dell’inciviltà, ma finiscono per penalizzare le attività legali che pagano le tasse e creano occupazione.

«Ci costringono a chiudere mentre l’abusivismo dilaga nelle strade limitrofe», lamentano i commercianti, che vedono nel nuovo regolamento una minaccia concreta per l’appeal turistico e l’economia della notte di Napoli.

Verso lo scontro totale

Il caso dei minori sorpresi ad acquistare alcolici rischia di irrigidire ulteriormente le posizioni del Comune, che fa scudo dietro la necessità di tutelare la salute pubblica e l’ordine sociale. Dall’altra parte, gli operatori del settore annunciano già possibili ricorsi al TAR e manifestazioni di protesta. Il compromesso tra il silenzio chiesto dai residenti e i fatturati difesi dagli imprenditori sembra, al momento, un miraggio lontano.

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Pubblicato da
Rosaria Federico

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