Napoli – Non accenna a rientrare la protesta dei tassisti napoletani contro l’impennata dei prezzi di benzina e gasolio. Al contrario, la mobilitazione sale di livello e sceglie la via della provocazione visiva: un avvertimento diretto a clienti e istituzioni che ha il sapore di un ultimatum.
Da questa sera, sul lunotto e sulle carrozzerie di ben 900 vetture in circolazione tra il centro e la periferia partenopea, ha iniziato a comparire una scritta inequivocabile: «Questo veicolo a breve si fermerà, per noi nessun sostegno».
Un’iniziativa dal basso
Non si tratta del classico sciopero proclamato dalle sigle sindacali, bensì di un’azione capillare nata spontaneamente tra le auto in servizio.
«Ci siamo autotassati, uno per uno, per realizzare questi adesivi», spiega Guido Savastano, tassista e rappresentante sindacale.
I primi lotti, stampati da una tipografia locale, sono stati distribuiti nel pomeriggio. L’obiettivo delle ‘auto bianche’ è ricoprire a pioggia l’intera flotta nel giro di pochi giorni, trasformando la flotta circolante in un vero e proprio cartello pubblicitario di protesta itinerante.
La rabbia per i “sostegni negati”
Alla base del malcontento c’è la progressiva erosione dei margini di guadagno per un settore considerato servizio pubblico essenziale, unitamente a una forte sensazione di discriminazione rispetto ad altri comparti della mobilità.
La disparità: «Esistono misure di sostegno per autotrasportatori e pescatori – incalza Savastano –, mentre per noi, che ogni giorno garantiamo la mobilità di migliaia di persone, non è previsto nulla».
Le richieste: La categoria chiede interventi immediati e concreti al Governo e agli enti locali, tra cui:
Credito d’imposta sul carburante;
Contributi diretti per calmierare i costi di gestione;
Accesso agevolato ai fondi dedicati alla transizione ecologica e al rinnovo del parco auto.
Prossima fermata: lo stop totale?
Per ora la scelta è stata quella di non paralizzare la città, continuando a garantire il servizio e puntando sulla sensibilizzazione dell’utenza. Ma la misura sembra colma: se le istituzioni non forniranno risposte concrete in tempi brevi, lo slogan affisso sui vetri potrebbe trasformarsi rapidamente da semplice minaccia a realtà.









Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti