Benevento, gasolio taroccato distrugge il motore di un’auto: la Guardia di Finanza sequestra il distributore

La trappola del carburante contraffatto scatta nel cuore di Benevento, dove l’avidità di un esercente ha rischiato di mettere in ginocchio decine di ignari automobilisti. I militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Benevento hanno portato a termine un fulmineo intervento di polizia economico-finanziaria, culminato nel sequestro penale di migliaia di litri di combustibile alterato e delle relative strumentazioni di erogazione. L’operazione delle fiamme gialle è scattata immediatamente a seguito di una dettagliata segnalazione pervenuta al numero di pubblica utilità 117 da parte di un cittadino. L’uomo, dopo aver effettuato un normale rifornimento di gasolio presso l’impianto finito nel mirino degli investigatori, aveva subito il quasi immediato e gravissimo danneggiamento del motore della propria autovettura, costringendolo a chiedere l’aiuto dei militari.

I finanzieri si sono catapultati sul posto per avviare un approfondito controllo mirato nel settore delle accise e delle altre imposte indirette sulla produzione e sui consumi, procedendo contestualmente al prelevamento di campioni del liquido stoccato nei sotterranei della stazione di servizio. All’esito delle accurate analisi chimiche effettuate nei laboratori specializzati dell’Agenzia delle Dogane, è emerso un quadro inquietante. In uno dei grandi serbatoi dell’impianto erano custoditi ben 2.537 litri di gasolio del tutto non conformi agli standard minimi d’uso per l’autotrazione, a causa di un bassissimo punto di infiammabilità che rendeva il prodotto altamente instabile e distruttivo per i veicoli.

Di fronte all’evidenza scientifica del reato, i militari hanno fatto scattare i sigilli giudiziari sul combustibile fuorilegge e su due pistole erogatrici collegate alla cisterna contaminata per impedire il proseguimento della truffa. Il valore commerciale della merce sottratta al mercato si aggira attorno ai cinquemila euro, mentre l’importo relativo all’imposta di consumo non versata allo Stato è stato calcolato in milleduecento euro. Per queste ragioni, il titolare dell’impianto di distribuzione è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Benevento e dovrà ora rispondere davanti ai magistrati dei reati di frode in commercio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle accise.

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Pubblicato da
Vincenzo Scarpa

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