

Nella foto da sinistra il boss Raffaele Nobile capo dei panzaruttari e poi Antonio Nobile "topolone" e Antonio Nobile "spiedino"
Dentro l’organizzazione dei “Panzaruttari”, lo spietato clan familiare dei Nobile di Afragola la struttura gerarchica è ferrea ed emula i modelli societari più cinici. Ci sono gli azionisti di maggioranza e ci sono i dipendenti a provvigione o a salario fisso.
A capo della piramide, secondo le indagini, siedono i promotori storici: Raffaele Nobile, Antonio “Spiedino” Nobile e Antonio “Topolone” Nobile. Fino al loro arresto, i tre si servono dei gregari più giovani come esattori materiali del pizzo sul territorio.
Ora con dopo il blitz di tre settimane fa che ha smantellato la cosca è arrivato il pentimento del giovane affiliato Alex Pollaro che ha già verbalizzato alcune dichiarazioni. Il giovane che aveva il compito di dividere le “mesate” agli affiliati ha deciso di passare dalla parte dello stato. Perchè si è reso conto che la cosca sfruttava a lui e tutti gli altri affiliati.
Ma quanto guadagna un esattore della camorra? Molto meno di quanto la retorica criminale lasci intenda. I proventi più cospicui delle estorsioni natalizie rimangono saldamente nelle mani dei capi, mentre ai sottoposti viene concessa una retribuzione settimanale o una percentuale fissa stabilita arbitrariamente dall’alto.
Un’intercettazione del 10 novembre 2023 tra Mauro Marrone, “Spiedino” e “Topolone” squarcia il velo sulla gestione economica interna:
Mauro Marrone:”Ma adesso … ma adesso il fratello di questo si è messo insieme a voi, ma com’è?”; Antonio Nobile “Topolone”:”Gli diamo la mazzetta”; Antonio Nobile “Spiedino”:”Il fratello piccolo? No, il piccolo quello ha la stessa età di Topolone… il fratello piccolo ha la stessa età di Topolone… no, Luigi sta!… Antonio non lo devi fare … oh mi ascolti a me? 500, 500 500, 500… 1.000! 1.000! 1.000! E 1.000 come hai detto tu … andiamo sotto al parco… adesso me ne sto andando… mi ascolti? … facciamo una cosa?… Antonio se aspettiamo un altro po’, ci diamo 100 euro a testa e meglio che non ci pensiamo… cambiamo proprio!”.
Mauro Marrone:”Ma quanti di voi siete?”; “Spiedino”:”Tu devi pensare che noi spartiamo solo io e Antonio… il resto hanno quello che noi decidiamo, hai capito come? Però visto che sono andati loro, personalmente noi non siamo andati. Luciano e Pasquale, giocano con noi…”; Mauro Marrone:”E quelli là?””Spiedino”:”500 euro a testa!”; “Topolone”:”500 euro a testa!”;Mauro Marrone:”Allora devi fare 1.000! 1.000! 500 a testa. Te lo giuro sulle ossa di mia madre, se io mi porto un euro da qui dentro!”; “Spiedino” (ridendo):”Prendi la settimana di Luigi e Mimmuccio e un altro po’…”.
Una gestione verticistica che non ammette repliche. Chi rischia l’arresto per strada incassa la “settimana” da 500 euro; chi dirige l’orchestra dal riparo delle retrovie incassa le quote da migliaia di euro.
Le “mosse di karatè” e l’ordine dal carcere
La fine del dicembre 2023 porta con sé nuovi scossoni. Il 27 dicembre scatta un’altra ordinanza di custodia cautelare, stavolta emessa dal Tribunale di Napoli per reati diversi: un tentato omicidio e una violenta rissa avvenuti in una nota discoteca di Pozzuoli. Tra i destinatari del provvedimento ci sono “Spiedino” Nobile, Domenico Di Micco e Luigi Forte. Il gruppo si ritrova improvvisamente decimato e con i soli “Topolone” e le figure femminili a gestire il territorio afragolese.
È in questo preciso momento di vulnerabilità che i canali di comunicazione con i detenuti diventano vitali. Lo zio del gruppo, lo storico capoclan Raffaele Nobile, riesce a far pervenire ordini tassativi dal carcere, terrorizzato dall’idea che lo spazio lasciato vuoto dai recenti arresti possa essere occupato da storici rivali appena tornati in libertà, come Giovanni Castiello, scarcerato proprio il 19 dicembre.
In una videochiamata dai contorni surreali captata sul telefono di Francesca Cerbone, lo zio e il nipote pianificano la strategia di resistenza criminale:
Raffaele Nobile:”Antonio tu hai capito cosa ti ho detto, Antonio? … se c’è qualcuno che vuole fare una mossa di karatè, tipo come quello che adesso è uscito…”. Antonio Nobile “Topolone”:”Io tra un’ora faccio la scesa… mi ha detto: ‘Antonio, invece a te… ho delle carte per te, vieni venerdì e le leggiamo insieme, tieni la Squadra Mobile addosso però non hanno niente, stanno cercando di costruire qualcosa, tramite questi qua che parlano dai telefoni, perciò devono buttare i telefoni, perché solo così possono costruire qualcosa… tieni la strada lunga guaglio!’. Ha detto non ti preoccupare, vai! Basta che butti i telefoni degli altri e non parlano di te…”.
“Topolone”:”Io so solo che questi hanno rovinato tutto, per fare le stronzate! Non bastavano i guai nelle loro case dalla mattina a sera… questo so zio! … so solo che mi devo svegliare tutti i giorni alle sette del mattino… devo rompere la testa a tutti quanti!”.
Raffaele Nobile:”Abbracciati a quanta più gente puoi, Antonio! Capisci? I tuoi compagni, hai capito a zio?”.
“Topolone”:”No! I miei compagni di là, tutti quanti, ‘Antonio stiamo noi’, lo sai come mi hanno detto? Ci devono arrestare, se ci arrestano pure a noi è come dici tu! Ma finché ci siamo noi, stai sempre a casa tua… adesso proprio loro, dopo andiamo a farci un giro dalle tue parti… per far vedere sempre la forza!”.
Raffaele Nobile:”Ma tra poco vengo io a zio! Tra poco sto fuori pure io…”.