Villa Campolieto, nasce il tavolo tecnico per trasformare il rischio Vesuvio in opportunità di sviluppo

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Ercolano – Nella suggestiva cornice di Villa Campolieto si è tenuto ieri un importante convegno dedicato al “Piano Vesuvio, da rischio ad opportunità di sviluppo delle aree interne”, evento promosso dall’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori”. L’incontro ha visto la partecipazione di figure istituzionali di rilievo, tra cui il Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, intervenuto da remoto, oltre all’assessore regionale alla Protezione Civile Fiorella Zabatta e numerosi sindaci dei territori vesuviani, irpini e sanniti.

Moderato dal parlamentare Luca Antonio Pepe, il convegno ha rappresentato un momento di confronto e progettazione per rafforzare la collaborazione tra enti nazionali, regionali e locali nella gestione del rischio vulcanico. Fondazione Convivenza Vesuvio, Fondazione Ente Ville Vesuviane e altri partner strategici come SVIMEZ, SVIMAR, Università Vanvitelli e Confindustria Caserta hanno illustrato le linee guida per un piano che punti non solo alla sicurezza, ma anche alla valorizzazione economica e sociale delle aree interne della Campania.

Tra i temi principali, la necessità di una convivenza responsabile con il rischio Vesuvio, evitando trasferimenti forzati e preservando le comunità locali. Il presidente della Fondazione Convivenza Vesuvio, Enzo Coronato, ha sottolineato come l’obiettivo sia tutelare la dignità dei cittadini, consentendo loro di restare nella propria terra. L’assessore Zabatta ha ribadito l’importanza di proteggere il capitale umano ed economico della regione, mentre il direttore operativo della Protezione Civile, Luigi D’Angelo, ha evidenziato il valore di soluzioni sostenibili e di un piano tecnico rigoroso.

Un passaggio significativo è stato l’annuncio dell’apertura di un tavolo tecnico permanente che vedrà il coinvolgimento di istituzioni, enti e territori per consolidare la convivenza con il rischio vulcanico e trasformarla in un’occasione di sviluppo.

Ad oggi, 13 comuni vesuviani hanno sottoscritto il Protocollo d’Intesa con la Fondazione Convivenza Vesuvio, coinvolgendo circa 520mila abitanti. In Irpinia, 25 comuni hanno aderito a protocolli di accoglienza, con quasi 12mila unità immobiliari disponibili per eventuali emergenze. Anche il Sannio e il Fortore partecipano attivamente a queste iniziative, con sindaci e amministrazioni pronti a collaborare in percorsi di gemellaggio e sostegno istituzionale.

Il convegno ha rappresentato dunque un passo avanti decisivo per Napoli e i territori limitrofi, puntando a una gestione integrata e partecipata del rischio Vesuvio, con l’ambizione di trasformare una minaccia in una risorsa per la crescita e la sicurezza delle comunità locali.

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