Codacons lancia il decalogo per comprare farmaci online in sicurezza: attenzione ai rischi nascosti

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Acquistare farmaci su internet può sembrare comodo e pratico, ma nasconde insidie che mettono a rischio la salute dei cittadini. Il Codacons ha acceso i riflettori sul fenomeno della vendita illegale di medicinali online, dopo che nel 2025 i Carabinieri NAS hanno oscurato 82 siti e sequestrato più di 41.800 farmaci contraffatti o non conformi. L’associazione invita a prestare massima attenzione ai canali di acquisto, soprattutto quelli non ufficiali come social network, chat private o marketplace non autorizzati, dove circolano prodotti scaduti, conservati in modo inadeguato o privi del principio attivo dichiarato.

Il bilancio dell’attività svolta dai NAS conferma la gravità del fenomeno: nel solo 2025 sono state sequestrate quasi 50mila confezioni di farmaci e articoli sanitari irregolari. L’operazione internazionale Shield VI, che ha coinvolto anche le forze italiane, ha ulteriormente evidenziato come la vendita illegale online di farmaci sia un problema globale.

In Italia la normativa consente la vendita online solo di medicinali senza obbligo di prescrizione, esclusivamente da parte di farmacie, parafarmacie o esercizi autorizzati. Per tutelarsi, il Codacons consiglia di verificare sempre la presenza del logo identificativo del Ministero della Salute sui siti di vendita e di controllare che il venditore sia regolarmente inserito nell’elenco ufficiale ministeriale.

Per guidare i consumatori, l’associazione ha stilato un decalogo pratico che include: verificare il logo ministeriale, evitare acquisti su social o da fonti non verificabili, diffidare di prezzi troppo bassi e promesse miracolose, non comprare farmaci con obbligo di ricetta online e consultare sempre un medico o farmacista in caso di dubbi.

Il Codacons mette inoltre in guardia contro i prodotti venduti come “naturali” o “senza effetti collaterali”, ricordando che anche questi possono avere effetti sull’organismo o interferire con terapie in corso. L’automedicazione digitale, ovvero l’uso di internet come unica fonte per diagnosticare e curare disturbi, può portare a gravi errori e ritardi nelle cure.

“Il farmaco non è una semplice merce”, sottolinea Francesco Tanasi, Segretario Nazionale del Codacons. “Anche online, deve essere venduto tramite canali controllati e riconoscibili. Il cittadino deve sempre chiedersi chi c’è dietro l’offerta e se esiste una responsabilità reale. Internet può essere uno strumento utile, ma non può sostituire la sicurezza garantita dalla filiera legale”.

L’associazione chiede quindi maggiori controlli e campagne informative per aiutare il pubblico a riconoscere siti sicuri e a evitare truffe che possono mettere a rischio la salute. La sicurezza non può essere lasciata al caso o a un clic senza verifiche approfondite.

Redazione

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