

Le scarpe false sequestrate
Una vasta operazione di contrasto alla contraffazione ha portato alla scoperta di un vero e proprio snodo logistico del mercato illecito nel Napoletano. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno individuato e sequestrato a San Giuseppe Vesuviano un deposito contenente oltre 38mila articoli contraffatti. Al termine dell’intervento, le autorità hanno denunciato il presunto responsabile della gestione e distribuzione della merce.
L’operazione è scaturita da un’attenta attività di monitoraggio condotta dai “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego Napoli. Le indagini si sono inizialmente concentrate nel cuore del capoluogo campano, tra le aree di Porta Nolana e il noto mercato rionale della “Maddalena”.
Osservando i flussi anomali di merce, le Fiamme Gialle hanno ricostruito la catena di approvvigionamento. I pedinamenti hanno permesso di individuare un cittadino di origini marocchine, residente nella zona, che si occupava di consegnare i prodotti illeciti nei vari mercati cittadini per conto delle famiglie criminali che storicamente gestiscono il mercato del falso nel centro di Napoli.
Seguendo gli spostamenti dell’uomo, i militari sono giunti a San Giuseppe Vesuviano, dove hanno fatto irruzione in un magazzino di circa 250 metri quadrati. All’interno della struttura logistica, gli agenti si sono trovati di fronte a decine di scatoloni colmi di merce. Il blitz ha portato al rinvenimento di calzature recanti i loghi abilmente contraffatti di note griffe internazionali come Louis Vuitton, Prada, Nike, Adidas e New Balance. Insieme alle scarpe, è stato recuperato un vasto assortimento di giubbini e t-shirt pronti per lo smercio.
Al termine delle operazioni, le Fiamme Gialle hanno apposto i sigilli all’intero immobile e sequestrato l’ingente carico di merce illegale. L’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per i reati di ricettazione e detenzione ai fini di vendita di prodotti contraffatti.
L’intero procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Nel pieno rispetto del principio di presunzione di non colpevolezza, le effettive responsabilità dell’indagato saranno accertate in via definitiva solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.
Ora però le indagini continuano per risalire a coloro che ordinavano la contraffazione della merce e quindi poi la distribuzione vari mercati rionali imponendo prezzi di vendita e pizzo da pagare come è stato ampiamente dimostrato nel corso degli ultimi anni dalle inchieste delle forze dell’ordine e dalle sentenze di condanna del Tribunale di Napoli.