

Nella foto l'ospedale Monaldi e nei riquadri l'avvocato Petruzzi e il piccolo Domenico
Napoli – «Se entro lunedì non avranno trovato un altro medico legale o “ritrovato il dottor Maiorino”, dovrò di nuovo chiedere con forza, e magari stavolta di persona, le dimissioni della dottoressa Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda dei Colli».
È la dichiarazione rilasciata stamane dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di quasi due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio scorso dopo un trapianto di cuore al Monaldi di Napoli. Petruzzi è impegnato da settimane in una trattativa risarcitoria con la struttura sanitaria.
Secondo il racconto dell’avvocato,la direzione del nosocomio avrebbe dapprima sostenuto l’indisponibilità della cartella clinica – mai sottoposta a sequestro – e prospettato un’inesistente corresponsabilità di un’altra struttura. Ora, afferma Petruzzi, «sostengono di non avere un medico legale strutturato.
A questo punto viene da chiedersi che fine abbia fatto il medico che ha preso parte ai due incontri finora sostenuti, il dottor Cosimo Maiorino, che figura nei verbali come medico legale dell’azienda ed era impegnato a preparare la relazione per l’Azienda dei Colli».
L’altro professionista coinvolto, il dottor Maiellaro, si è dimesso quando è emerso che difendeva uno dei sette sanitari indagati nel procedimento penale legato al decesso del bambino. L’assenza di entrambi i medici legali ha di fatto bloccato il confronto tra le parti.
L’avvocato Petruzzi ipotizza un collegamento con la presa di posizione dei legali degli indagati: «Viene da chiedersi se tutto questo sia collegato al fatto che i difensori hanno intimato e diffidato il Monaldi dal raggiungere qualsiasi tipo di accordo risarcitorio, se la famiglia non rinuncia alla costituzione di parte civile nel procedimento penale».
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