Maldive, sulla barca Duke of York ci sono altri 20 italiani: stanno bene

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Maldive – Ci sono altri 20 italiani sull’imbarcazione dalla quale si sono tuffati i cinque ricercatori deceduti durante un’immersione. Lo rende noto l’ambasciata d’Italia a Colombo che sta offrendo loro la massima assistenza.

Le avverse condizioni meteo rendono difficile il recupero degli altri quattro corpi, l’unica vittima che è stata recuperata al momento è quella della professoressa Monica Montefalcone, 51 anni docente di Ecologia dell’ateneo di Genova, l’esperta che guidava la spedizione.

A 50 metri di profondità ci sono ancora i corpi di, Giorgia Sommacal, 23 anni, figlia della professoressa Montefalcone,  Muriel Oddenino di Poirino, ricercatrice del Torinese, e gli istruttori subacquei Gianluca Benedetti di Padova e Federico Gualtieri di Borgomanero, del Novarese.

I tentativi di soccorso e assistenza psicologica ai ricercatori a bordo del Duke of york

L’Ambasciata ha preso contatto con la Mezzaluna Rossa, che si é offerta di inviare volontari addestrati a offrire Primo Soccorso Psicologico per gli italiani che sono ancora a bordo del ‘Duke of York’, tra cui non si registrano feriti. Tuttavia, a causa del maltempo, non è chiaro se potranno raggiungere la barca delle persone in bisogno, che intanto si é spostata in cerca di un approdo sicuro. La barca attende il miglioramento delle condizioni meteo per poter fare rientro a Malé. La sede è anche in contatto con il gruppo DAN, compagnia assicurativa specializzata in copertura dei subacquei. DAN ha in programma di coordinarsi con le autorità locali per dare supporto sia alle operazioni di recupero delle salme, offendo le sue competenze tecniche, sia per il rimpatrio delle stesse. L’assicurazione si è anche offerta di fornire assistenza nella competenza tecnica specialistica, per una maggiore comprensione della dinamica dell’incidente sul quale la Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’inchiesta. L’Ambasciata e la Console Onoraria restano intanto in contatto con i familiari per fornire supporto con le incombenze burocratiche del caso.

L’università di Bari intitolerà a Muriel Oddenino la prima specie nuova di spugne marine

Intanto si susseguono i messaggi di cordoglio e il ricordo dei colleghi delle vittime che lavoravano in ambito universitario e di ricerca. “La prima spugna sconosciuta che scopriremo si chiamerà Muriel. Muriel era un sole, ci ha subito conquistati con la sua dolcezza. Con lei si lavorava ridendo e scherzando. Ci manca già moltissimo”. Così Giuseppe Corriero, professore ordinario di Zoologia all’Università Aldo Moro di Bari, ricorda Muriel Oddenino di Poirino, la biologa 31enne morta con altri quattro sub italiani durante un’immersione alle Maldive. La donna aveva lavorato a Bari fra il 2023 e il 2024, collaborando con il gruppo di ricerca in Zoologia marina coordinato in quei mesi proprio da Corriero. “Ci siamo incontrati quasi per caso – racconta il docente -. Avevo bisogno di un esperto in grado effettuare operazioni di prelievo e studio nelle grotte fra Polignano a Mare e Monopoli. Lei aveva una particolare vocazione per questo habitat ed era una sub molto esperta e prudente. Con lei ci siamo sempre sentiti al sicuro, tutti i nostri collaboratori si immergevano in coppia guidati da lei con i massimi standard di sicurezza”. “Io la sentivo poco – aggiunge il docente -, ma i miei collaboratori avevano interlocuzioni continue. Proprio in questi mesi avevamo in corso alcune attività di ricerca congiunta sulle spugne maldiviane. Uno dei nostri collaboratori fra un mese avrebbe dovuto incontrarla a Genova per fare il punto su questi studi e decidere come proseguire”. Studi che andranno avanti, portando il segno di questa amicizia indissolubile. “Abbiamo deciso che a Muriel dedicheremo la prima pubblicazione di questa ricerca – conferma Corriero -. E la prima specie nuova di spugne che troveremo prenderà il suo nome”.

La Redazione

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