

Nell'immagine, un dettaglio legato alla vicenda.
Napoli– Clima incandescente al Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli. L’avvio del processo per l’omicidio di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa dal suo ex fidanzato il 25 maggio 2025 ad Afragola, è stato scosso da momenti di altissima tensione che hanno costretto la Corte di Assise a un drastico cambio di rotta.
Il presidente della Corte, preso atto delle intemperanze verificatesi stamane durante l’udienza, ha disposto che l’imputato, Alessio Tucci, non sarà più presente fisicamente in aula per i prossimi appuntamenti processuali. L’imputato seguirà le udienze esclusivamente in collegamento tramite videoconferenza.
La decisione giunge all’indomani di un episodio che ha gelato i presenti: in aula, infatti, sono volate minacce dirette al padre della giovane vittima, un atto che ha trasformato il debutto del procedimento in una scena di forte scontro verbale. A commentare l’accaduto è stato l’avvocato difensore dell’imputato, Mario Mangazzo, che ha inquadrato l’episodio in un contesto di preesistente ostilità: “È frutto di acredini pregresse, minacce che si sono trasformate anche in denunce”, ha dichiarato il legale al termine della concitata giornata.
Il calendario del processo prosegue ora con le prossime scadenze fissate: il 26 giugno la Corte tornerà a riunirsi per ascoltare la testimonianza di quattro carabinieri che intervennero sul luogo del delitto. Il dibattimento continuerà poi il 14 luglio. La scelta della videoconferenza, in questo scenario, punta a mettere al riparo l’aula da ulteriori derive, garantendo lo svolgimento del processo nel rispetto della necessaria serenità di tutte le parti coinvolte.
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