

Foto SSC Napoli su IG
Como e Napoli si dividono la posta in palio al Sinigaglia replicando lo 0-0 dell’andata, ma il peso dei rimpianti grava come un macigno sulle spalle di Cesc Fabregas. I padroni di casa dominano per lunghi tratti sul piano del gioco, costruendo palle gol monumentali nella prima mezz’ora, ma peccano di un cinismo quasi imperdonabile. D’altro canto, la squadra di Antonio Conte si presenta all’appuntamento con i fari spenti, accendendosi soltanto nel finale quando ormai il tempo stava per scadere.
La cronaca del primo tempo è un monologo lariano intervallato solo da timidi spunti di Alisson e da un’incornata di McTominay finita a lato. All’ottavo minuto, Nico Paz inventa un corridoio illuminante per Douvikas: l’attaccante greco supera Milinkovic in uscita ma esita un istante di troppo, permettendo a Rrahmani un recupero prodigioso con salvataggio sulla linea di porta. Il copione si ripete al 31′, quando Diao si ritrova a tu per tu con l’estremo difensore serbo, bravo a ipnotizzare l’esterno senegalese nel duello ravvicinato. Tra parate decisive e salvataggi disperati, il Napoli barcolla ma non cade, arrivando all’intervallo con un risultato ancora miracolosamente inchiodato sulla parità.
Nella ripresa il ritmo cala, lasciando spazio a una partita più spezzettata e nervosa, ma è sempre il Como a dare l’impressione di averne di più. Diao sfiora il vantaggio al 60′ su cross di Valle, mandando alto sopra la traversa, mentre Milinkovic deve superarsi ancora una volta su un tentativo sporco di Baturina. Solo negli ultimi dieci minuti il Napoli decide di partecipare alla sfida, approfittando della stanchezza dei padroni di casa. McTominay spaventa Audero colpendo l’esterno della rete, poi all’84’ arriva il momento che potrebbe cambiare la storia del match: Politano disegna il suo classico tiro a giro dal limite dell’area, ma la palla si stampa contro il palo a portiere battuto.
Il triplice fischio finale lascia l’amaro in bocca a entrambe le fazioni. Il Napoli sale a 70 punti ma vede traballare il suo secondo posto, con il Milan pronto al sorpasso, e soprattutto consegna il match point scudetto all’Inter, a cui domani basterà un pari con il Parma per festeggiare ufficialmente il titolo. Per il Como, invece, lo spettro è quello di una beffa atroce: il sogno Champions League si allontana e la Juventus, impegnata contro il già retrocesso Verona, potrebbe scappare a +5. Per Fabregas resta la certezza di un’Europa ormai blindata, anche se la musica potrebbe non essere quella della coppa più nobile.
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