

Nella foto, un particolare della vicenda.
Un mix di sentimenti contrastanti agita l’animo di Cesc Fabregas al termine dello 0-0 interno contro il Napoli. Da una parte c’è la consapevolezza di aver compiuto un salto di qualità enorme in soli dodici mesi, dall’altra l’ambizione ferocissima di un allenatore che non guarda in faccia al blasone degli avversari. Intervenuto ai microfoni di Dazn pochi minuti dopo il fischio finale, il tecnico spagnolo ha rivendicato il valore del percorso fatto dal suo Como, senza però concedere sconti ai propri giocatori per il mancato colpito.
«Nella mia testa si può essere soddisfatti dello 0-0, considerando il percorso fatto e chi erano questi giocatori all’inizio dell’anno scorso», ha esordito Fabregas, analizzando con lucidità la crescita esponenziale del suo collettivo. L’allenatore ha voluto sottolineare la sfida generazionale e tecnica andata in scena nel cuore del campo, dove i suoi gioielli hanno tenuto testa ai veterani azzurri: «Da Cunha, Paz e Perrone a centrocampo hanno giocato oggi contro McTominay, Anguissa e Lobotka che sono dei campioni».
Tuttavia, l’anima competitiva dell’ex fuoriclasse di Barcellona e Arsenal è emersa subito dopo, quando ha ammesso il disappunto per un risultato che gli va stretto. «Allo stesso tempo sono arrabbiato perché oggi avevo preparato la partita per vincere», ha dichiarato apertamente, confermando una mentalità che punta sempre al massimo obiettivo. «Sono molto esigente con i ragazzi. Il 95% delle volte quest’anno mi hanno dato tantissimo. Conosco il loro valore e so quanto sono cresciuti», ha aggiunto, ribadendo come il lavoro quotidiano sia alla base dei risultati ottenuti finora.
L’analisi di Fabregas si è poi spostata sulla visione d’insieme di una stagione che resta, comunque vada, memorabile per i colori lariani. Il tecnico ha ricordato a tutti che il Como è una neopromossa che sta lottando per traguardi europei, un dettaglio non da poco nel panorama della Serie A. «Non si vince o si perde e basta. Ci sono molte ore dietro al mestiere dell’allenatore. Dobbiamo essere contenti di star lottando per obiettivi importanti dopo essere stati promossi solo lo scorso anno», ha concluso lo spagnolo, ribadendo che il progetto Como non ha alcuna intenzione di fermarsi a guardare indietro.
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