

Nell'immagine, un contesto collegato ai fatti.
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I carabinieri della compagnia di Bergamo hanno arrestato in flagranza di reato un 20enne residente a Sant’Antimo , già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali contro il patrimonio. Il giovane è ritenuto responsabile di truffa aggravata ai danni di una persona anziana nel Comune di Azzano San Paolo.
L’operazione si inquadra in un più ampio dispositivo di prevenzione avviato a seguito delle numerose segnalazioni pervenute al 112 relative a tentativi di truffa telefonica nella zona, registrati venerdì scorso.
Nel corso di un mirato servizio di osservazione in borghese, i militari della sezione operativa hanno individuato un uomo che si aggirava con atteggiamento sospetto tra le vie del centro, mantenendo costanti contatti telefonici. Sottoposto a pedinamento, è stato notato mentre accedeva a un’abitazione privata in via Piave. Dopo circa quindici minuti, lo stesso è uscito dall’immobile e si è diretto verso un bar nelle vicinanze, con fare ancora più sospetto.
Questi elementi hanno indotto i carabinieri a presupporre che il giovane avesse da poco consumato un raggiro. Fermato e sottoposto a controllo, è stato trovato in possesso di 8.100 euro in contanti, occultati tra gli indumenti.
L’anziano vittima, un pensionato di 82 anni residente ad Azzano San Paolo, era stato contattato telefonicamente da un soggetto che si qualificava falsamente come carabiniere. Con tono convincente e senza inflessioni dialettali particolari, il truffatore gli prospettava il coinvolgimento della sua autovettura in una presunta rapina verificatasi il giorno precedente.
Con il pretesto di effettuare urgenti verifiche sull’origine del denaro custodito in casa, la voce telefonica induceva la vittima a collaborare. Durante la conversazione, il 20enne si presentava presso l’abitazione qualificandosi anch’egli come carabiniere in borghese.
Approfittando dello stato di confusione e fiducia indotto nella vittima, il giovane convinceva l’anziano a consegnargli tutto il denaro contante presente in casa. L’importo veniva accuratamente contato sul letto sotto la supervisione, in videochiamata, di un ulteriore complice denominato “il comandante”.
Non soddisfatto, il truffatore si faceva consegnare anche ulteriori somme destinate a spese quotidiane, con il medesimo pretesto di doverne verificare l’origine, per poi allontanarsi rapidamente con l’intero importo.
I carabinieri, tuttavia, sono riusciti ad arrestare l’autore materiale della truffa pochi minuti dopo il fatto. L’intera somma è stata integralmente recuperata e restituita alla vittima. L’uomo è stato condotto davanti al giudice di Bergamo per il processo con rito direttissimo. L’arresto è stato convalidato e nei confronti dell’imputato è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Sant’Antimo (Napoli). Le indagini proseguono per identificare gli altri complici coinvolti nella truffa.
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