Cronaca Napoli

Omicidio della mamma dello tiktoker Donato De Caprio: confermato l’ergastolo per la vicina di casa

Pubblicato da
Rosaria Federico

Napoli –  Nessuno sconto di pena, nessuna concessione alla tesi del “raptus”. La terza sezione della Corte di Assise d’Appello di Napoli ha confermato oggi, 9 aprile 2026, l’ergastolo per Stefania Russolillo, la 48enne accusata del brutale omicidio di Rosa Gigante.

La vittima, 72 anni, ipovedente e madre del celebre food influencer Donato De Caprio, fu uccisa nella sua abitazione di Pianura il 18 aprile 2023.

La conferma del verdetto

La sentenza odierna ricalca quanto già stabilito in primo grado il 28 gennaio 2025. Per i giudici, non vi sono dubbi sulla colpevolezza della Russolillo né sulla natura del delitto. La difesa aveva tentato di giocare la carta dell’instabilità momentanea, ma l’impianto accusatorio, retto dal sostituto procuratore Maurizio De Marco, ha tenuto fermo il punto: si è trattato di un omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dalle finalità predatorie.

Quel tragico aprile a Pianura

La vicenda risale a tre anni fa e sconvolse non solo il quartiere di Pianura, ma l’intera comunità virtuale che segue quotidianamente Donato De Caprio, il “re dei panini” della Pignasecca, noto per il tormentone “Con mollica o senza”.

Il 18 aprile 2023, il corpo senza vita di Rosa Gigante fu rinvenuto nella sua casa. Fu proprio il figlio Donato uno dei primi ad accorrere sul posto, trovandosi di fronte a una scena di inaudita violenza. Sin dalle prime ore, i sospetti si concentrarono sulla vicina di casa, Stefania Russolillo, i cui racconti iniziali apparvero subito lacunosi e contraddittori.

Un piano lucido per il denaro

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e confermato nei due gradi di giudizio, l’imputata non agì in preda a un improvviso scatto d’ira. Al contrario, l’omicidio sarebbe stato “studiato a tavolino”.

“Un delitto predatorio voluto e preparato”, ha ribadito l’accusa.

L’obiettivo della Russolillo erano i soldi della vittima. La donna avrebbe agito con estrema lucidità e razionalità, approfittando della vulnerabilità della signora Rosa, che a causa della sua disabilità visiva non ha potuto difendersi dall’aggressione fatale. Con questa sentenza, la giustizia chiude il cerchio su una delle vicende di cronaca più dolorose degli ultimi anni, confermando che dietro la violenza non c’era follia, ma un freddo calcolo economico.

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