Omicidio Giacomo Bongiorni, preso il branco: in cella due ventenni e un minore

Un normale sabato notte di provincia trasformato in un incubo di inaudita violenza. È il bilancio della mattanza andata in scena nelle scorse ore nel cuore di Massa, sul selciato di piazza Palma.

A perdere la vita è stato Giacomo Bongiorni, 47 anni, vittima di un’aggressione la cui ferocia ha lasciato sgomenti persino gli inquirenti di lungo corso. Insieme a lui c’era un amico, finito anche lui nel mirino del “branco” e attualmente ricoverato in ospedale in condizioni serie a causa delle gravi lesioni riportate.

Tutto si è consumato in pochi, drammatici istanti. Le urla che squarciano il silenzio della notte, poi i colpi ciechi e spietati. Per Bongiorni, rimasto esanime a terra, la macchina dei soccorsi si è purtroppo rivelata inutile: il suo cuore ha smesso di battere poco dopo, trasformando un’aggressione in un caso di omicidio.

Indagini lampo: telecamere, testimoni e caserme blindate

Davanti a un fatto di sangue di tale gravità, la risposta dello Stato è stata una vera e propria prova di forza. Fin dalle prime luci dell’alba, la città è stata blindata dai Carabinieri del Comando Provinciale di Massa. Un’attività investigativa febbrile, condotta in sinergia dalla Procura di Massa e dalla Procura per i Minorenni di Genova.

Gli investigatori hanno lavorato su più fronti: l’ascolto dei testimoni oculari ancora sotto shock, l’acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e la raccolta delle prime, frammentarie confidenze. Un puzzle complesso che i militari sono riusciti a comporre a tempo di record, dando un nome e un volto a chi, secondo l’accusa, ha partecipato a quella spedizione mortale.

I volti del presunto “branco” e il materiale sequestrato

La svolta è arrivata in giornata, quando le gazzelle dell’Arma hanno fatto scattare diverse perquisizioni domiciliari. I posti di blocco e la pressione investigativa hanno portato al fermo di tre giovanissimi.

A finire in manette con l’accusa di omicidio volontario in concorso sono stati due ragazzi maggiorenni di nazionalità rumena: Ionut Alexandru Miron, 23 anni, e Eduard Alin Carutasu, appena 19enne. Insieme a loro, è stato bloccato anche un minorenne, la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti genovesi. Durante i blitz nelle abitazioni dei sospettati, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato materiale ritenuto di fondamentale importanza, elementi che potrebbero inchiodare i tre alle loro responsabilità.

Il nodo del movente e l’attesa per l’autopsia

Se i presunti autori materiali sembrano ormai essere stati assicurati alla giustizia, resta un enorme interrogativo a gravare sulla vicenda: perché? Qual è stata la scintilla che ha scatenato una simile furia omicida? Una lite banale sfuggita di mano, antiche ruggini, o un’aggressione preterintenzionale finita nel sangue?

Le risposte a queste domande dovranno emergere nei prossimi giorni. All’inizio della prossima settimana i tre fermati dovranno comparire davanti al GIP del Tribunale di Massa e a quello del Tribunale per i minorenni di Genova per i consueti interrogatori di garanzia. Sarà la loro occasione per fornire una versione dei fatti o avvalersi della facoltà di non rispondere.

Nel frattempo, il corpo di Giacomo Bongiorni si trova a disposizione del medico legale: l’esame autoptico, già disposto dai magistrati, sarà l’atto tecnico decisivo per cristallizzare la causa esatta del decesso e definire l’entità e la natura dei colpi letali.

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Pubblicato da
Rosaria Federico

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