Napoli e il Mezzogiorno vivono un effetto domino tra logistica e psicologia dei consumatori: le consegne si sono rallentate a causa della protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio, colpendo per prime ortofrutta e banchi frigo. In alcune zone i supermercati mostrano scaffali a metà riempimento, ma a fare da acceleratore è soprattutto una dinamica sociale alimentata dalle immagini condivise in chat condominiali.
Secondo Vincenzo Barretta, psichiatra e direttore scientifico del Centro Noesis di Napoli, il vero svuotamento non è solo fisico: “lo scaffale lo svuota la fotografia dello scaffale vuoto”. L’immagine circola in gruppi e si trasforma in un’onda di acquisto mirato, talvolta per tre settimane, prima ancora che si verifichino problemi di fornitura reali.
Il fenomeno, noto in letteratura scientifica come panic buying, ha quattro venti motive: percezione di minaccia e scarsità, paura dell’ignoto, bisogno di riprendere il controllo per ridurre l’ansia, e l’influenza delle reti sociali. In questi giorni, osserva Barretta, tutte le leve agiscono insieme: la photo, la voce sui gruppi, la sensazione di urgenza.
Il terzo fattore – la ricerca di controllo – è centrale: comprare oltre il necessario dà una sensazione di tranquillità immediata, ma lascia agli altri il peso dell’insicurezza che si provoca. Così l’effetto si autoalimenta: chi acquista abbondantemente si calma per poco, chi arriva dopo si trova di fronte a scaffali vuoti e ripete il circuito, alimentando l’emergenza.
La memoria recente aiuta a capire il meccanismo. Per molti il periodo iniziale della pandemia ha lasciato un gesto appreso: al primo banco frigo vuoto si reagisce senza verifica dei fatti. Viviamo in un ambiente immateriale, fatto di chat, notifiche e gruppi, che non ha i tempi della logistica reale: da qui nasce il panico che si costruisce nello scarto tra immagine e merce disponibile.
La situazione è stata incorniciata anche da dati concreti: lo stop degli autotrasportatori ha rallentato le consegne, e nel capoluogo campano Confesercenti Campania segnalava scaffali “solo a metà” riforniti. In diverse sedi del territorio, tuttavia, la corsa agli acquisti ha completato lo svuotamento.
Il ministero dei Trasporti è stato convocato per il 27 ottobre per discutere le vie d’uscita, mentre l’auspicato ritorno alla normalità nei punti vendita sarà graduale. Secondo Barretta, l’effetto più duraturo riguarderà i comportamenti: gli scaffali torneranno pieni nel giro di pochi giorni, ma la popolazione, abituata a vedere denunce di carenza, potrebbe reagire in modo più rapido alle future vertenze.



