Napoli – Scatta dalla mezzanotte tra martedì 20 e mercoledì 21 ottobre l’allerta meteo arancione su una parte della Campania. L’avviso, emanato dalla Protezione civile regionale, resterà in vigore per tutta la giornata di mercoledì. Le precipitazioni sono previste soprattutto nella prima parte della giornata, con rovesci e temporali che potranno raggiungere localmente intensità moderata o forte. Sul resto della regione il livello di allerta sarà giallo.
Le aree interessate dall’allerta arancione
Il livello arancione riguarderà quattro zone di allertamento:
Zona 1: Piana campana, Napoli, isole e area vesuviana;
Zona 2: Alto Volturno e Matese;
Zona 3: Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini;
Zona 4: Alta Irpinia e Sannio.
Il quadro meteorologico segnalato dalla Protezione civile indica la possibilità di temporali particolarmente intensi, con un rischio di dissesto idrogeologico diffuso e criticità idrauliche localizzate.
Rischio frane e caduta massi nei territori più fragili
Tra le principali criticità indicate nell’avviso figurano possibili frane e cadute massi. Particolare attenzione è rivolta ai territori che presentano condizioni di fragilità idrogeologica, anche per gli effetti degli incendi boschivi che hanno interessato le aree.
Su tutto il territorio regionale sono inoltre possibili ruscellamenti superficiali con trasporto di materiale e innalzamenti dei livelli dei corsi d’acqua minori, con conseguenti inondazioni delle aree vicine. Le criticità potrebbero manifestarsi anche in corrispondenza di tratti tombati, restringimenti e altri ostacoli al deflusso.
Possibili allagamenti di strade, interrati e piani terra
L’avviso segnala anche il rischio di allagamenti nei locali interrati e al piano terra, oltre allo scorrimento delle acque sulle strade. Possibili rigurgiti dei sistemi di smaltimento delle acque piovane, con tracimazioni e coinvolgimento delle aree urbane più basse.
Ai sindaci chiesto di attivare i Centri operativi comunali
La Protezione civile regionale raccomanda ai sindaci di attivare, o mantenere attivi, i Centri operativi comunali e di mettere in campo tutte le misure previste dai rispettivi Piani comunali di protezione civile.
Le attività dovranno riguardare il monitoraggio dei rischi idrogeologici e idraulici, ma anche il controllo del verde pubblico e delle strutture esposte alle sollecitazioni del vento e del moto ondoso.



