

Una immagine della manifestazione di piazza Carolina
Il centro di Napoli alza la voce contro la violenza armata. Nella mattinata di ieri sabato 4 aprile, i residenti dei quartieri San Ferdinando e Santa Lucia sono scesi in strada al grido di “Meno pistole, più scuola”, dando vita a una partecipata manifestazione in piazza Carolina.
Il presidio nasce dall’esasperazione civile di fronte ai gravi fatti di sangue che hanno macchiato la cronaca cittadina nelle ultime settimane, trasformando le vie del turismo in un campo di battaglia.
La scelta di piazza Carolina come luogo di concentramento non è casuale, essendo diventata il centro nevralgico degli scontri. Proprio qui, pochi giorni fa, un commando composto da giovanissimi ha aperto il fuoco ferendo alle gambe un coetaneo.
Un episodio gravissimo seguito a stretto giro da un’altra stesa in via Imbriani, dove sono stati esplosi oltre dieci colpi di pistola, fortunatamente senza provocare feriti. Si tratta solo degli ultimi due capitoli di una faida senza fine che vede protagonisti i giovani rampolli della criminalità partenopea.
“Nel centro di Napoli è in corso una vera e propria guerra tra baby gang, che si sparano all’impazzata a due passi dalla Prefettura”, ha denunciato il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, a margine del sit-in.
Secondo il parlamentare, è grave che non si sia intervenuti con fermezza per stroncare il fenomeno sul nascere in una zona situata a pochi metri da piazza del Plebiscito. La richiesta emersa dalla piazza è netta: questa escalation criminale va fermata a ogni costo per ristabilire la normalità nel cuore della città.
Borrelli non ha risparmiato dure critiche al governo centrale, puntando il dito contro le politiche di sicurezza. Il deputato ha sottolineato come, a fronte delle continue richieste di maggiori uomini e mezzi per le Forze dell’Ordine, il ministro Piantedosi continui a chiudere caserme e commissariati.
Questa riduzione del personale, aggravata secondo il deputato dalle distrazioni governative del ministro, rende impossibile vincere la complessa guerra alla criminalità organizzata sul territorio.
La mobilitazione ha visto una forte adesione da parte delle istituzioni locali e del mondo della cultura. Al fianco dei cittadini sono scesi in piazza il consigliere regionale di AVS Carlo Ceparano e l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune, Chiara Marciani. Hanno partecipato anche i vertici della Municipalità 1, con la presidente Giovanna Mazzone e l’assessore Benedetta Sciannimanica, affiancati da diversi consiglieri municipali.
Significativa inoltre la presenza degli esponenti di Europa Verde e del produttore cinematografico Alessandro Cannavale, figlio dello storico attore Enzo, a testimonianza di un fronte comune per la legalità.
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