Quando si parla di qualità della vita a Napoli, la domanda è inevitabile: quanto è davvero vivibile la città partenopea rispetto al resto d’Italia? La risposta cambia a seconda dell’indicatore preso in considerazione, ma le principali classifiche nazionali restituiscono ancora un quadro fatto di luci e ombre.
L’ultima classifica generale disponibile del Sole 24 Ore, pubblicata a dicembre 2025, colloca infatti la provincia di Napoli al 104° posto su 107 province italiane. Un risultato che mantiene il territorio nelle ultime posizioni, anche se rispetto all’edizione precedente c’è stato un miglioramento di due posti.
Il dato, però, non racconta da solo cosa significhi vivere a Napoli. Dietro la posizione in graduatoria ci sono infatti diversi aspetti: dal reddito al lavoro, dalla sicurezza ai servizi, passando per ambiente, cultura e tempo libero.
Qualità della vita Napoli: cosa dice la classifica del Sole 24 Ore
La graduatoria del Sole 24 Ore prende in considerazione 90 indicatori, organizzati in sei grandi aree: ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia, società e salute, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero.
Nel 2025 Napoli ha ottenuto un punteggio complessivo di 411,4, molto distante dai 648,7 punti della prima classificata, Trento. Davanti a Napoli, nelle ultime posizioni, ci sono soltanto Crotone, Siracusa e Reggio Calabria.
Il risultato complessivo nasconde però differenze molto marcate tra i vari settori.
La voce cultura e tempo libero, per esempio, rappresenta uno dei principali punti di forza del territorio: Napoli è 37ª in Italia in questa categoria. Il dato è significativo perché conferma il peso del patrimonio culturale e dell’offerta di spettacoli, eventi e attività legate al tempo libero.
Ancora più evidente è il risultato relativo al patrimonio museale: Napoli è al primo posto nazionale per numero di strutture museali in rapporto alla superficie.
È quindi difficile descrivere Napoli semplicemente come una città “poco vivibile”. La classifica evidenzia soprattutto quanto siano profonde le differenze tra gli aspetti che funzionano meglio e quelli che continuano a rappresentare una criticità.
Vivibilità Napoli, quali sono i punti deboli
Se cultura e tempo libero costituiscono una delle facce migliori della città, il quadro cambia osservando ricchezza, servizi e ambiente.
Nella classifica 2025 Napoli occupa il 106° posto per ricchezza e consumi, risultando penultima tra le province italiane. Particolarmente significativo è il dato relativo alle famiglie con Isee inferiore ai 7 mila euro: Napoli è ultima in Italia, con una quota pari al 45% dei nuclei considerati dall’indicatore.
Anche il capitolo ambiente e servizi presenta diverse difficoltà. La provincia è al 101° posto e tra gli indicatori più critici figurano la raccolta differenziata, gli sportelli bancari e l’ecosistema urbano. La raccolta differenziata, in particolare, colloca Napoli al 102° posto nazionale.
La sicurezza rappresenta un altro elemento che pesa sulla percezione della vivibilità. Napoli si trova al 99° posto nella categoria relativa a giustizia e sicurezza. Tra gli indicatori peggiori figurano la percezione di insicurezza, i furti con strappo e le rapine in pubblica via.
Non mancano tuttavia dati positivi anche in queste aree. Napoli è, ad esempio, all’11° posto per gli incidenti stradali considerando morti e feriti ogni mille abitanti e al quarto posto per le denunce di danneggiamenti.
Come si vive a Napoli nel 2026?
Guardare alla qualità della vita a Napoli nel 2026 significa quindi andare oltre la semplice posizione nella classifica generale.
Un elemento interessante arriva dagli aggiornamenti pubblicati nel corso del 2026 sulle diverse dimensioni della vivibilità. Nell’indagine del Sole 24 Ore dedicata a bambini, giovani e anziani, Napoli si conferma infatti in una situazione molto difficile soprattutto per le fasce più giovani.
Per la qualità della vita dei bambini, la provincia è al 104° posto su 107; la stessa posizione viene registrata per i giovani, mentre per gli anziani Napoli sale al 91° posto.
Anche in questo caso, però, gli indicatori raccontano una realtà articolata. Tra gli aspetti positivi per i bambini ci sono la partecipazione al sistema scolastico, dove Napoli è seconda in Italia, e i servizi di prossimità raggiungibili entro 15 minuti, che la portano al quarto posto. Tra le criticità, invece, spiccano la disponibilità di spazio abitativo, gli edifici scolastici dotati di mensa e la copertura degli asili nido.
Per i giovani emergono invece alcune contraddizioni particolarmente interessanti. Napoli è seconda in Italia per imprenditorialità giovanile, ma occupa il 104° posto per disoccupazione giovanile e il 101° per la presenza di giovani che non lavorano e non studiano, i cosiddetti Neet.
È proprio questo contrasto a rendere più complessa la risposta alla domanda su quanto sia vivibile Napoli.
Napoli è davvero tra le città meno vivibili d’Italia?
La risposta dipende da cosa si intende per “vivibilità”.
Se si guarda alla classifica generale del Sole 24 Ore, Napoli è effettivamente nelle ultime posizioni: 104ª su 107 province nel 2025. La città paga soprattutto il peso di redditi, servizi, ambiente, sicurezza e alcuni indicatori sociali.
Ma altri parametri restituiscono un’immagine decisamente diversa.
Il patrimonio culturale, l’offerta di tempo libero, il clima e alcuni aspetti legati alla vita urbana rappresentano infatti punti di forza importanti. Anche l’indice climatico del Sole 24 Ore evidenzia alcuni vantaggi: Napoli si trova al 24° posto per soleggiamento e al 24° per le ondate di calore, mentre risulta molto più penalizzata dal numero di notti tropicali.
Anche gli indici elaborati da Numbeo, aggiornati a settembre 2026, mostrano una fotografia differente: Napoli presenta un indice della qualità della vita pari a 122,38, con un costo della vita considerato basso e un indice climatico molto elevato. Al contrario, sicurezza e inquinamento risultano tra gli aspetti più problematici. Si tratta però di dati basati sulle percezioni degli utenti e non di una graduatoria statistica istituzionale, quindi vanno letti con cautela.
La fotografia che emerge è dunque meno netta di quanto possa suggerire il 104° posto.
Napoli resta una delle province italiane con le maggiori criticità socioeconomiche e nei servizi, ma conserva punti di forza difficili da ignorare, soprattutto sul piano culturale, turistico, climatico e della vivacità urbana.
Per capire se la città sia davvero “vivibile”, quindi, non basta chiedersi dove si trovi nella classifica nazionale. Bisogna chiedersi anche per chi e rispetto a quali aspetti.
Ed è proprio qui che la posizione di Napoli racconta solo una parte della storia.



