

Il presidio dei carabinieri all'esterno della banca
Napoli – Una partita a scacchi contro un nemico invisibile. È questa la situazione che si respira in questi minuti in Piazzale Medaglie d’Oro, dove l’assalto alla filiale della Credit Agricole ha assunto i contorni di un intricato mistero investigativo.
Dopo ore di angoscia, la notizia più importante è la messa in sicurezza dei civili: sono 25 le persone liberate, tra dipendenti e clienti, che erano state trattenute all’interno dell’istituto. Nonostante lo shock, il bilancio sanitario è rassicurante: nessuno dei presenti ha riportato ferite tali da richiedere il trasporto in ospedale, con l’assistenza medica che è stata prestata direttamente sul posto.
Tuttavia, il perimetro resta blindato e la minaccia non è ancora cessata. Non v’è certezza, infatti, che il commando, composto da tre persone tutte con il volto operto da una calza e con tute scure, sia ancora all’interno della struttura. Il sospetto, che si fa sempre più concreto con il passare dei minuti, è che i malviventi possano aver utilizzato una tecnica classica della criminalità organizzata partenopea: la fuga attraverso un foro praticato in una parete o nel pavimento, dileguandosi nel sottosuolo.
Per sciogliere ogni riserva e bonificare l’intera area, è stato richiesto l’intervento dei GIS (Gruppo di Intervento Speciale) dei Carabinieri. L’arrivo delle “teste di cuoio” è previsto per le 16:30 circa: spetterà a loro l’irruzione finale per verificare se i rapinatori siano ancora asserragliati in qualche locale tecnico o se abbiano effettivamente guadagnato la fuga attraverso i condotti fognari o tunnel scavati ad hoc.
L’intera gestione della crisi è monitorata ai massimi livelli istituzionali. Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha reso noto di seguire con estrema attenzione ogni fase della vicenda, mantenendo un coordinamento costante con le Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco impegnati nel presidio del perimetro.
L’area dell’Arenella resta interdetta al traffico, mentre il Procuratore Capo Nicola Gratteri coordina le prime fasi dell’inchiesta sul campo. La priorità assoluta resta la bonifica della struttura e l’accertamento delle vie di fuga utilizzate dal commando, in una giornata che ha messo a dura prova il cuore commerciale del Vomero.