Napoli, barelle «private» a noleggio: 40 euro l’ora per non lasciare i malati a terra

Pubblicato da
Rosaria Federico

Napoli – Non è la scena di un film di genere degli anni Settanta, ma la cruda realtà del pronto soccorso dell’Ospedale del Mare. Nel principale presidio sanitario di Napoli Est, la carenza di presidi medici avrebbe dato vita a un vero e proprio “mercato nero” del soccorso: barelle abusive affittate a peso d’oro ai pazienti in attesa.

La denuncia: “400 euro per una notte”

A scoperchiare il vaso di Pandora è la testimonianza di Ornella, nuora di una paziente novantenne giunta in codice arancione. Il racconto, riportato dal Corriere del Mezzogiorno, descrive un sistema di sciacallaggio sistematico.

“Le barelle non bastano per chi arriva in ambulanza,” spiega la donna. “Si avvicinano dipendenti di ditte private e ti chiedono se il parente è stato ‘sbarellato’. Poi scatta l’offerta: 30 o 40 euro l’ora per noleggiare una lettiga. Noi abbiamo pagato circa 400 euro per non lasciare mia suocera a terra tutta la notte. È sconcertante.”

Un episodio che non sarebbe isolato, ma che avrebbe colpito anche altri utenti del nosocomio, costretti a cedere al ricatto pur di garantire un minimo di dignità ai propri cari sofferenti.

L’intervento dei Nas e la bufera politica

La gravità dei fatti ha spinto i Carabinieri del Nas a effettuare un’ispezione immediata nella struttura per accertare le responsabilità e identificare chi gestisce il business illecito.

Sul fronte politico, la reazione è durissima. Gennaro Sangiuliano (capogruppo FdI in Regione Campania) e Raffaele Maria Pisacane (segretario della commissione Sanità) hanno definito la vicenda “sconcertante”.

“Se non fosse una tragedia, sarebbe una trama da commedia all’italiana,” dichiarano i due esponenti di Fratelli d’Italia. “È l’ennesima prova di una sanità regionale che ha perso il controllo del territorio, lasciando i cittadini nelle mani di sciacalli che speculano sulla disperazione e sulla salute pubblica.”

L’inchiesta dovrà ora chiarire come sia possibile che soggetti privati operino indisturbati all’interno (o nelle immediate adiacenze) di un’area critica come il pronto soccorso, trasformando un diritto costituzionale in un servizio di lusso abusivo.

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