Sant’Agnello, occupò il sagrato della chiesa con 5 camion: imprenditore a processo

La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha disposto la citazione a giudizio di Salvatore Langellotto, attualmente detenuto per altra causa in esecuzione di una condanna definitiva.

L’uomo dovrà comparire davanti al giudice monocratico del Tribunale di Torre Annunziata per rispondere dei reati di invasione di terreni ed edifici e danneggiamento, contestati per fatti avvenuti il 30 dicembre 2023 a Sant’Agnello.

Secondo l’accusa, Langellotto avrebbe occupato arbitrariamente il sagrato della chiesa dei Santi Prisco e Agnello parcheggiando cinque camion riconducibili alla società “Napoli Uno”. I mezzi sarebbero stati introdotti nell’area — di proprietà comunale e solitamente chiusa con catena e lucchetto — senza alcuna autorizzazione.

Le manovre dei veicoli, stando alla ricostruzione degli inquirenti, avrebbero inoltre provocato la paralisi del traffico veicolare nella zona. Non solo: i camion furono poi benedetti dal parroco e lo stesso Langellotto diffuse il video della cerimonia su diverse piattaforme social.

La prima udienza del processo è fissata per il 15 settembre 2026.

Le altre accuse: aggressione e stalking

Langellotto è già imputato, sempre davanti al Tribunale di Torre Annunziata, in un altro procedimento per minacce e lesioni aggravate ai danni di Claudio d’Esposito, presidente del WWF Terre del Tirreno. L’episodio risale al 26 marzo 2023, quando l’attivista sarebbe stato aggredito e picchiato riportando la frattura di una costola e lesioni giudicate guaribili in oltre quaranta giorni.

Alla base dell’aggressione, secondo la Procura, vi sarebbero contrasti legati alle denunce presentate da d’Esposito in materia ambientale, ritenute lesive degli interessi imprenditoriali dell’imputato nel settore edilizio.

Nello stesso procedimento, Langellotto è accusato anche di stalking nei confronti del giornalista del Fatto Quotidiano Vincenzo Iurillo. Tra aprile 2023 e gennaio 2024, l’uomo avrebbe posto in essere una serie di minacce e molestie tali da provocare nella vittima un grave e perdurante stato d’ansia, costringendola a modificare le proprie abitudini di vita e incidendo anche sull’attività professionale.

Le presunte condotte persecutorie sarebbero collegate proprio all’attività giornalistica di Iurillo, in particolare agli articoli sull’aggressione a d’Esposito e all’inchiesta sulla vicenda dei camion benedetti sul sagrato della chiesa.

Per questo procedimento, il pubblico ministero ha chiesto una condanna complessiva a cinque anni di reclusione. La prossima udienza è prevista per il 24 marzo 2026, quando è attesa la discussione della difesa.

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