Napoli, dopo la tragedia nuovi attraversamenti rialzati su corso Garibaldi

Napoli – Dopo le tragedie che hanno scosso il centro cittadino, arriva la risposta delle istituzioni. La polizia municipale ha annunciato l’installazione di nuovi attraversamenti pedonali rialzati su alcune delle strade più pericolose, a partire da corso Garibaldi e corso Vittorio Emanuele.

La decisione arriva all’indomani di una serie di incidenti mortali che hanno provocato la morte di tre pedoni nel giro di appena ventiquattr’ore. Tra questi, le due sorelle ucraine travolte nella notte tra domenica e lunedì proprio su corso Garibaldi, un episodio che ha riacceso i riflettori sulla sicurezza stradale in città.

Il responsabile dell’Infortunistica stradale della Municipale, Vincenzo Cirillo, ha spiegato che «saranno installati quattro attraversamenti pedonali rialzati su corso Garibaldi» e altri quattro su corso Vittorio Emanuele, dove già ne esistono due. Un intervento che punta a rallentare il traffico e rendere più sicuri i punti di attraversamento.

Intanto, cresce la rabbia tra cittadini e istituzioni. Sul posto dove ha perso la vita il professore Italo Ferraro si è recato anche il deputato Francesco Emilio Borrelli, che denuncia una situazione ormai fuori controllo: «Nonostante le strisce pedonali con segnali luminosi e il limite di 30 chilometri orari, in tanti corrono in modo assurdo. I genitori sono costretti a scortare i figli per attraversare».

Il parlamentare parla apertamente di emergenza sicurezza e annuncia iniziative di protesta: «Questa strage non finirà mai se si continua a sottovalutare il fenomeno. Stiamo organizzando una protesta delle strisce pedonali con attraversamenti simultanei per richiamare l’attenzione». E aggiunge: «Gli abitanti della zona accompagnano bambini e anziani sulle strisce per paura di essere investiti».

Nel mirino anche le norme del codice della strada, ritenute insufficienti a contrastare comportamenti pericolosi. «Le attuali regole – sottolinea Borrelli – hanno peggiorato la situazione, rendendo più difficile installare autovelox e dissuasori e consentendo ai neopatentati di guidare auto potenti».

Parole dure anche sull’automobilista responsabile dell’investimento mortale su corso Garibaldi: «Guidava sotto effetto di alcol, aveva precedenti e gli era già stata ritirata la patente. È il prototipo del criminale della strada». La città prova ora a reagire con interventi concreti, ma resta aperta la questione più ampia della sicurezza e dei controlli, in un contesto in cui la percezione di pericolo tra i cittadini appare sempre più alta.

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