Cronache Caserta

L’ombra del racket a Casapesenna e San Cipriano: due esplosioni in 48 ore

Pubblicato da
A. Carlino

Caserta– Il boato squarcia il silenzio del Casertano e riaccende vecchi timori in terre che, per decenni, sono state l’epicentro del potere criminale. Due bombe carta, esplose a soli due giorni di distanza tra Casapesenna e San Cipriano d’Aversa, hanno fatto scattare lo stato d’allerta.

Sebbene manchino ancora prove schiaccianti che colleghino gli episodi a una regia unitaria, l’ombra della camorra torna ad allungarsi su territori che faticano a liberarsi definitivamente dai fantasmi del passato.

Il primo atto: il boato nel vicolo

Il primo episodio si è consumato in un vicolo di Casapesenna. Un ordigno rudimentale ma potente è stato piazzato al centro della carreggiata, lontano da obiettivi sensibili evidenti. L’esplosione ha investito una facciata vicina, causando danni strutturali e tanta paura tra i residenti.

Dalle prime verifiche dei Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe, nella zona non risulterebbero risiedere figure di spicco della malavita organizzata, un dettaglio che rende il gesto di difficile lettura: si è trattato di un’intimidazione “trasversale” o di un atto vandalico degenerato?

Pizzeria nel mirino: sospetto racket

Il secondo segnale è arrivato poco dopo, al confine tra Casapesenna e San Cipriano d’Aversa. Questa volta l’obiettivo è stato più nitido: l’ingresso di una pizzeria. La dinamica suggerisce il classico schema del racket delle estorsioni, anche se il titolare dell’attività ha dichiarato agli inquirenti di non aver mai ricevuto minacce o richieste di “pizzo”.

Al momento, l’unico filo rosso accertato tra i due fatti è la tipologia di ordigno: una bomba carta di facile reperibilità, ma capace di lanciare un messaggio inequivocabile di controllo del territorio.

Il rischio di un nuovo “rigurgito” criminale

Il contesto geografico non permette sottovalutazioni. A San Cipriano risiedono numerosi esponenti dei Venosa, famiglia storica del clan dei Casalesi, molti dei quali ex collaboratori di giustizia. Gli investigatori monitorano con attenzione ogni movimento, memori di quanto accaduto nel giugno del 2024.

In quel periodo, la tensione tra i “rampolli” delle cosche – tra cui i figli di Francesco “Sandokan” Schiavone e Oreste Reccia – era sfociata in sventagliate di mitragliatrice contro i portoni per il controllo delle piazze di spaccio. Sebbene oggi non si registri un simile fervore militare, le bombe di questi giorni restano un campanello d’allarme che i Carabinieri non intendono ignorare.

Condivid
Pubblicato da
A. Carlino

Ultime Notizie

Campania potenzia la lotta agli incendi boschivi con 48 nuovi operatori stagionali

La Regione Campania rafforza il contrasto agli incendi boschivi assumendo 48 nuovi operatori stagionali che… Leggi tutto

25 Luglio 2026 - 13:39

Napoli, Antonio Vergara rinnova fino al 2031

Il Napoli ufficializza il prolungamento del contratto con il giovane talento Antonio Vergara, che resterà… Leggi tutto

25 Luglio 2026 - 13:25

Omicidio Esposito, il direttore di OttoChannel condanna l’odio social

Il direttore di OttoChannel Pierluigi Melillo si esprime sulla tragica morte del giornalista Luca Esposito,… Leggi tutto

25 Luglio 2026 - 13:16

Costiera Amalfitana, parte il servizio antinquinamento 2026 con battelli elettrici e tecnologia avanzata

Dal 26 luglio al 15 settembre due battelli, tra cui un mezzo full electric, pattuglieranno… Leggi tutto

25 Luglio 2026 - 12:40

Napoli, malore al volante: 81enne di Volla si schianta contro un pilone e muore

Ieri, intorno alle 16, un’auto in arrivo da Volla e diretta verso Napoli ha improvvisamente… Leggi tutto

25 Luglio 2026 - 12:25