Si era presentato come un uomo delle istituzioni, pronto a “verificare” gioielli e denaro per conto del Tribunale. In realtà era l’atto finale di una truffa ben orchestrata che ha fruttato circa 70mila euro ai danni di due anziani coniugi torinesi. Per quei fatti, la polizia ha eseguito una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 37enne napoletano, arrestato a Napoli dagli agenti del commissariato San Ferdinando su ordine del gip di Torino.
La vicenda risale allo scorso 21 ottobre, quando il marito della coppia ricevette una telefonata sull’utenza fissa di casa. Dall’altra parte del filo, un sedicente carabiniere lo invitava a presentarsi con urgenza presso la Stazione dell’Arma di via Catania, sostenendo che la sua auto fosse stata coinvolta in una rapina. L’uomo, spaventato e convinto della veridicità della chiamata, uscì immediatamente di casa.
Poco dopo, i truffatori entrarono in azione con la moglie, contattata prima sul telefono fisso e poi su quello cellulare. Anche in questo caso l’interlocutore si qualificò come carabiniere, ponendo domande precise sull’eventuale presenza di una cassaforte e sul contenuto custodito nell’abitazione. A rendere il raggiro ancora più credibile, l’annuncio dell’imminente arrivo di un presunto perito del Tribunale incaricato di confrontare gioielli e valori con quelli sottratti durante la rapina.
È così che un uomo si presentò alla porta e riuscì a farsi consegnare contanti, buoni postali e monili in oro, per un valore complessivo di circa 70mila euro. Solo in un secondo momento i due coniugi si resero conto di essere stati vittime di una truffa.
Le indagini della polizia, basate sull’analisi delle immagini di videosorveglianza, sulle testimonianze delle vittime, sull’esame del traffico telefonico e sull’utilizzo di strumenti tecnologici, hanno consentito di individuare l’autore materiale del colpo. L’uomo è stato rintracciato e arrestato a Napoli, ponendo fine a un raggiro che sfruttava paura e fiducia per colpire le persone più fragili.
Si è presentato come agente impegnato in controlli anti-furti e ha simulato una perquisizione, portando via argenteria, contanti, monete antiche e due pistole Beretta. La Polfer lo ha fermato a Firenze con la valigia della refurtiva: in manette un 19enne arrivato dalla Campania. La telefonata e la “perquisizione” L’episodio è avvenuto a Firenze. Secondo quanto…
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Fonte REDAZIONE






Commenti (1)
E’ incredibile come possano succedere cose del genere, le persone anziane sono molto vulnerabili e non dovrebbero essere messe in situazioni cosi pericolose. Bisognerebbe fare di più per proteggere i cittadini da simili atti di raggiro.