Stop alle trasferte fino a fine campionato per tifosi di Lazio e Napoli dopo gli scontri in autostrada

Trasferte vietate fino a fine stagione per i tifosi di Lazio e Napoli. La stretta è arrivata martedì sera con la firma del decreto da parte del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al termine della riunione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive presieduto da Maurizio Improta. Il provvedimento, in fase di notifica, blocca la partecipazione alle gare fuori casa per entrambe le tifoserie, ritenute coinvolte in episodi di violenza di particolare gravità. L’unica deroga riguarda il derby Lazio-Roma del 17 maggio: pur trattandosi formalmente di una trasferta, l’incontro si giocherà allo stadio Olimpico e consentirà ai sostenitori biancocelesti di essere presenti sugli spalti.

La decisione è legata agli scontri avvenuti domenica scorsa lungo l’autostrada, nei pressi di Frosinone. I gruppi organizzati delle due tifoserie si sono affrontati mentre viaggiavano in direzioni opposte: i laziali rientravano da Lecce, i napoletani erano diretti a Torino per la sfida contro la Juventus. Secondo quanto emerso dalle indagini, non si sarebbe trattato di un incontro casuale. Le modalità dello scontro e il materiale sequestrato parlano di un appuntamento pianificato. Gli agenti della Polizia Stradale e delle Digos di Roma, Napoli, Frosinone e Torino hanno rinvenuto bastoni, coltelli e caschi da motociclista utilizzati come protezioni durante i tafferugli.

Ottanta tifosi laziali, tra cui alcuni minorenni, sono stati fermati e identificati nelle prime ore di domenica al casello di Monte Porzio Catone. Le indagini della Digos hanno già portato alla raccolta di elementi nei confronti di 54 ultrà biancocelesti che viaggiavano su sei pulmini. Per loro scatteranno le prime denunce per violazione delle norme che regolano la partecipazione alle manifestazioni sportive, che puniscono anche le violenze compiute durante gli spostamenti verso gli stadi. Non si esclude l’emissione di Daspo da parte del questore di Roma.

Gli investigatori stanno ora analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza autostradali per ricostruire nel dettaglio le responsabilità individuali, individuare chi ha preso parte attiva agli scontri e contestare eventuali ulteriori reati, dalla rissa alle lesioni personali.

Sul fronte napoletano, nel pomeriggio di domenica, al casello di Trofarello alle porte di Torino, la Digos ha fermato circa 300 ultrà partenopei. Nel corso dei controlli sono stati sequestrati oltre cento aste in pvc, petardi, fumogeni, una torcia di segnalazione, due bombe carta e altro materiale potenzialmente utilizzabile come arma impropria. Un quadro che ha rafforzato la linea dura del Viminale, deciso a prevenire nuovi episodi di guerriglia legati al tifo organizzato.

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Vincenzo Scarpa

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