Controlli dei Carabinieri

Casal di Principe, arsenale in casa: arrestato 20enne

Una penna-pistola calibro 22, 41 cartucce calibro 9x21 e altre due armi a salve scoperte durante una perquisizione domiciliare. Il nascondiglio era stato ricavato tra il muro e il tetto di un deposito per gli attrezzi.
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Casal di Principe – Un particolare nascondiglio ricavato nell’intercapedine tra un muro e il tetto ha portato alla scoperta di armi e munizioni e all’arresto di un 20enne residente a Casal di Principe. L’operazione è stata condotta nella mattinata odierna dai Carabinieri della locale Stazione, impegnati in un’attività mirata di controllo del territorio.

I militari hanno eseguito una perquisizione nell’abitazione del giovane, estendendo successivamente le verifiche anche a un deposito utilizzato per gli attrezzi. È proprio qui che è stato individuato il vano nascosto.

La penna-pistola e le 41 cartucce

All’interno dell’intercapedine, custodite in due pochette, i Carabinieri hanno trovato una penna-pistola artigianale calibro 22, in buono stato di conservazione, insieme a 41 cartucce calibro 9×21 e a un caricatore vuoto.

Nello stesso nascondiglio erano presenti anche una pistola scacciacani revolver a tamburo Vulcanic calibro 22, priva del previsto tappo rosso, e una pistola calibro 6,35 replica a salve di Beretta calibro 8, anch’essa con caricatore vuoto e senza tappo rosso.

Tutto il materiale è stato sequestrato e sarà sottoposto agli ulteriori accertamenti tecnici e investigativi per verificarne natura, funzionalità e provenienza.

Il 20enne trasferito in carcere

Al termine delle operazioni, il giovane è stato arrestato con l’ipotesi di reato di detenzione illegale di un’arma da fuoco clandestina, nonché di armi e munizioni. Informata la competente autorità giudiziaria, è stata disposta la sua traduzione presso la Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

L’intervento rientra nelle attività di prevenzione e contrasto alla detenzione illegale di armi, con particolare attenzione ai possibili nascondigli utilizzati per occultare materiale potenzialmente destinato ad attività criminali.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva.

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