

Stellini
La vittoria contro il Sassuolo regala tre punti al Napoli, ma non spegne le tensioni che covano sotto la superficie. Cristian Stellini, in panchina al posto dello squalificato Antonio Conte, sceglie la franchezza e fotografa una situazione che va oltre il risultato del campo. “Giocare ogni 72 ore, quando va bene, non è semplice”, spiega ai microfoni di Dazn, puntando il dito su una rosa numericamente ridotta e su un calendario che non concede respiro.
Il tema del mercato diventa centrale nelle parole del tecnico. Stellini chiarisce che il problema non è solo la qualità, ma la mancanza di alternative. “Siamo pochi e con la società ci sarà un discorso da fare perché abbiamo bisogno subito di giocatori”, sottolinea, ammettendo che alcuni elementi oggi non vengono utilizzati e che, senza interventi, il rischio è quello di dover attingere alla Primavera. Una situazione che pesa soprattutto a centrocampo e in attacco, dove le rotazioni sono limitate e il dispendio fisico aumenta partita dopo partita.
Nel mirino finisce anche la programmazione della stagione. “Il Napoli è l’unica squadra a giocare nove partite nel mese di gennaio”, attacca Stellini, ricordando l’impegno in Supercoppa e definendo il calendario “fatto male”. Una sequenza di gare che, secondo il tecnico, non ha precedenti e che mette a dura prova un gruppo già ridotto all’osso.
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